L’Intervista _ Giovanni Ardemagni

Oggi vi propongo l’intervista alla scrittore Giovanni Ardemagni

Ciao Giovanni ti chiedo di presentarti ai miei lettori

Ciao a tutti. Sono Giovanni. Gli amici mi chiamano G. sono nel pieno della mia epoca “vintage” avendo compute i 61 anni. Dicono che sono un eterno Peter Pan e questo mi fa sentire bene. Sono italo-svizzero. Nato e cresciuto in Svizzera, al confine con l’Italia, in un paesino che sa di iucca, di sacchi di contrabbando. Da 5 anni abito in provincia di Varese a 6oo metri dal confine italo svizzero. E nonostante pochi metri e la stessa aria, vivere qui è davvero diverso e comunque meglio. Sono diplomato traduttore (da tedesco, francese, Inglese in italiano), sposato (tre volte perché io ci credo) e nonno.

Quando è iniziata la tua passione per la scrittura?

Da piccolo. In collegio nella Svizzera tedesca. Scrivevo poesie per mia madre (i miei fratelli mi davano del manipolatore visto che lei faceva di tutto per me (ma anche per loro). Ma parte questo ho davvero sempre scritto e tenuto ciò che scrivevo, in un cassetto

Parlaci del tuo romanzo/dei tuoi romanzi

Il primo romanzo fu “Il camaleonte equilibrista, osteria con alloggio” ambientato nelle Marche, terra per la quale nutro un amore intenso. Mia moglie Nadia e io volevamo cambiare vita ed eravamo davvero vicini ad acquistare un casale per trasformarlo in B&B. Poi eventi importanti hanno dirottato i nostri sogni. Il sogno del casale è diventato un romanzo pubblicato con Youcanprint.

Nel 2017 pubblico Pacco Felice. Un racconto per ragazzi e per bambini adulti. Storia di amicizia ambienta nel mondo dove ho lavorato per 40 anni (corriere espresso). Personaggi principali, il mio nipotino massimo, un suo amico autistico e un pacco. Quarto al concorso bandito dalla Giovanelli di Bologna che poi l’hanno pubblicato. Il ricavo delle vendite (miei) è stato devoluto a un’associazione per ragazzi autistici. L’ultimo lavoro “un momento fa, forse” ha avuto la fortuna di arrivare primo al concorso letterario internazionale città di Cattolica (non ci potevo credere. Primo su 1900 lavori). È una storia vera ahimè, vissuta sulla mia pelle. Narra di amicizia che nasce tra due colleghi che lavorano assieme da 20 anni ma non si sono mai parlati (anche perché io lavoravo a Lugano mentre il mio amico a Zurigo) e grazie a un giorno intenso trascorso (a le bancarelle del mercatone sui navigli a Milano nasce qualcosa di speciale. Narra d’una storia d’amore tra una prostituta e questo mio amico, uomo tanto gigantesco quanto singolare e solitario. Narra di libero arbitrio. Di come due amici hanno reagito al tema principale: il licenziamento delle persone con più di 50 anni. Un disastro.  Una pesante piaga sociale.

Come hai avuto l’ispirazione del tuo romanzo/dei tuoi romanzi?

Sempre per caso a parte l’ultimo. Narrare di questa storia per me è stata liberarmi di qualcosa che stava pesando come un macigno su di me. Dovevo parlarne. Dovevo creare uno strumento (il romanzo) che avrei utilizzato per la mia missione. Ossia sensibilizzare la gente su questo tema. Scrivere è una forma intensa di sottolineare qualcosa di cui noi abbiamo bisogno, ascoltare il silenzio. Posso dire che mia moglie, dopo averlo letto, mi disse “Perdonami G, non avevo capito.”

Cos’hai provato la prima volta che hai avuto un tuo romanzo fra le mani?

Un’emozione forte. Ne andavo fiero. Si scrive per sé stessi di norma (almeno io) ma avere il proprio primo libro tra le mani significava esservi, tenere tra le mani i propri pensieri. Non è solo leggerli, bensì è anche guardarli.

Raccontaci del tuo stile di scrittura e quale genere letterario preferisci per il tuo romanzo/i tuoi romanzi.

Io preferisco i romanzi, pur leggendo di tutto (in questo periodo sto leggendo molto un sociologo che ha creato un termine strano per descrivere la povertà delle relazioni umane. Il termine “Liquido” che adotterò come titolo del mio prossimo romanzo (che sarà il seguito di “un momento fa, forse”.  Io di norma scrivo in prima persona presente. So che è un azzardo ma mi fa sentire li. In quel preciso momento.  Non commento ciò vedo ma amo narrare ciò che vedo. Di solito racconto di storie vere, reali, che toccano l’anima delle persone.

Chi è il tuo scrittore preferito? Perché?

Amo molto uno scrittore, forse non conosciuto, ma che sa di vero. Maurizio Carletti. Romano di Roma (“io Zoe e le altre” oppure “i Racconti non si vendono, non sei mica Carver”) Maurizio racconta con umorismo la gente e le storie di Roma. Parla di sentimenti con semplicità e onestà. Credo che soprattutto l’onestà sia la caratteristica che io amo molto negli scrittoti. Amo Bukowski e Carofiglio e molto molto Baricco con il quale credo di avere dei punti in comune.

 Hai altre passioni?

La fotografia

Puoi svelarci i tuoi progetti letterari futuri?

Ho 4 progetti che saranno difficili da realizzare ma per i quali farò di tutto. Il primo è creare una fiera per lo scrittore senza editore, Una fiera transfrontaliera. C’è tanta gente che scrive bene e che per motivi diversi non apparirà mai. È peccato. Quindi perché non creare qualcosa dove ci possono essere, dove invitare editori e critici e fare in modo che ci possa incontrare?  Il progetto due è portare una compagnia teatrale marchigiana che rappresenta, in modo magnifico ed intenso, l’inferno di Dante. Vorrei portarli in Svizzera italiana dove si ha tanto bisogno di cultura. Il progetto tre riguarda me: Poter migrare dall’abito di autore a quello di scrittore. Sono due cose diverse, lo sappiamo tutti. Lo scrittore vive di scrittura. Io vorrei poter vivere di scrittura. Progetto 4 continuare con le mie presentazioni in giro per l’Italia ma poterle fare in affiancamento a un autore del luogo. In tandem.

Vuoi aggiungere qualcosa?

Due cose:

  • la copertina del mio romanzo: un giorno stavo guardando delle fotografie digitali e capitai su quest’immagine. Una grande sveglia senza lancette e un omino piccolo davanti a questa sveglia. La guardai e subito mi dissi “ma è quello che voglio dire!” Quindi scrissi all’autore. Un’importante artista di Liverpool. Certo Phil Mckay. Chiesi cosa voleva per i diritti. Lui mi chiese di cosa narrasse il romanzo e alla fine mi disse “nulla, se non una copia del tuo romanzo anche se non parlo italiano e comunque la promessa che farai di tutto per tradurlo in inglese” È stato un gesto inatteso. Molto bello. Molto apprezzato.
  • La seconda cosa che è assai importante è che vorrei ringraziare Nadia Arnice per l’interessa che sta dando al mio romanzo. Credo che persone giovani che si chinano, che si vestono da blogger, con competenza, passione, amore e attenzione meritino il grazie di ogni autore o scrittore. Sono persone importanti che occorre sostenere e con loro creare sinergie importanti a favore della cultura di ognuno di noi.  Grazie Nadia.

Il tuo sito web/blog: no

Sito vendita dei tuoi libri:  www.amazon.itwww.ibs.it  e comunque scrivendomi posso spedirlo io con dedica e spese incluse nel prezzo di copertina (euro 13). Attenzione però perché io lo spedisco con Poste italiane, Piego di libri e i tempi di consegna sono piuttosto lunghi.

Facebook: http://www.facebook.com/gscrive

Instagram: no

LinkedIn: no

Grazie mille Giovanni!

Grazie a te Nadia!

L’Intervista – Chiara Albertini

  • Ciao Chiara ti chiedo di presentarti ai miei lettori

Grazie innanzitutto per avermi concesso questo spazio letterario. Classe 1980, vivo e lavoro a Cervia, in provincia di Ravenna, sulla costa romagnola. Ho intrapreso gli studi letterari universitari a Bologna, laureandomi in Lingue e letterature straniere (indirizzo storico-culturale, e dopo alcuni anni ho conseguito il diploma di “Editor e correttore di bozze. Dalla carta al web”.

  • Quando è iniziata la tua passione per la scrittura?

Il mio approccio al mondo narrativo è combaciato si può dire dopo il conseguimento della laurea e la pubblicazione della tesi di laurea convolata nel saggio intitolato Il Medioevo in giallo nella narrativa di Ellis Peters (Kimerik, 2011).

  • Parlaci del tuo romanzo/dei tuoi romanzi

Le mie opere sono contraddistinte da una vena intimista, da un focus introspettivo, per cui nascono dall’intimo e profondo bisogno di scandagliare l’animo umano a 360 gradi, attraverso una lente di ingrandimento che possa indagare tutte quelle dinamiche universali e quei processi evolutivi e di vita che appartengono da sempre all’uomo, concepito sia come singolo individuo colto nelle sue peculiarità e nella sua complessità e contraddittorietà, sia in relazione con gli altri individui con cui si rapporta di volta in volta e con il mondo circostante in cui vive.

  • Come hai avuto l’ispirazione del tuo romanzo/dei tuoi romanzi?

L’ispirazione avviene costantemente in modo differente, ovvero non segue una linea guida predefinita. La concepisco come fosse un impulso irrefrenabile, un riflesso dell’istinto più intimo e nascosto che possediamo, simile a una sorta di scossa elettrica che può essere generata da una particolare atmosfera o suggestione, da un ricordo recente o lontano, da un dettaglio o un oggetto specifico, da una scena a cui capita di assistere, o anche da una parola o più parole lette o ascoltate.. per me l’ispirazione è come vivere il “miracolo” di un arcobaleno in quei brevi istanti che hai la fortuna di poterlo scorgere: si manifesta, lo vivi e ne assorbi all’istante tutto il potere e l’influsso che è capace di donarti..

  • Cos’hai provato la prima volta che hai avuto un tuo romanzo fra le mani?

La sensazione tattile e visiva nel momento in cui tocchi con mano e il tuo sguardo assorbe tutta la verità che trasuda dal libro cartaceo è un qualcosa di puramente magico, inebriante ed estremamente piacevole.. bisogna semplicemente viverla, le parole non rendono giustizia a sufficienza per descrivere questa sensazione, a mio parere.

  • Raccontaci del tuo stile di scrittura e quale genere letterario preferisci per il tuo romanzo/i tuoi romanzi.

Cerco di rivelare uno stile fluido e scorrevole, dove le parti descrittive, narrative e dialogate possano trovare un costate equilibrio fra loro, di avvalermi di una prosa semplice e diretta, che vada al cuore delle cose, ma che sia comunque venata a tratti da una forma di lirismo. Il genere lo identifico con quello appartenente alla narrativa generale/contemporanea, in quanto i miei romanzi sono incentrati su storie di vita, legami famigliari e non di ogni natura, nei quali il lettore possa identificarsi in toto o in parte.

  • Chi è il tuo scrittore preferito? Perché?

In ambito narrativo italiano, amo Elena Ferrante e Margaret Mazzantini: ciò che ho provato con loro leggendole è per me ancora difficile da rivivere al momento attraverso altre penne; in quello straniero, invece, prediligo Virginia Woolf e Khaled Hosseini. Sono tanti gli autori, tante le scrittrici in realtà a cui potrei dare voce, perché apprezzati molto, ma devo restringere il campo e citare solo quelli che mi hanno toccato maggiormente le corde dell’anima.

  •  Hai altre passioni?

Adoro ogni forma artistica di espressione e linguaggio umani, tra cui la musica in primis, la pittura, il disegno, il cinema e il teatro.

  • Puoi svelarci i tuoi progetti letterari futuri?

Sono impegnata al momento nella stesura del quarto romanzo e ho alcuni sogni (nel cassetto? No..) esposti ben in vista sulla mensola legati alle mie prime opere, tra cui la trasposizione cinematografica del mio secondo romanzo Vento dall’Est (Rizzoli, 2016).

Sito vendita dei tuoi libri: Amazon, Feltrinelli, Mondadori, Rizzoli, Ibs..

Facebook: pagina letteraria Sentieri dell’anima ( @animasentieri ) e profilo personale Chiara Albertini

Instagram: @albertinichiara

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Grazie mille Nadia!

Per l’intervista potete scrivermi a nadia-arnice@hotmail.com

L’Intervista – Andrea Garlinzoni

  • Ciao Andrea ti chiedo di presentarti ai miei lettori

Buongiorno.

Sono Andrea Garlinzoni, classe 1949.

Il mio cuore ha le ali, perché ho servito come Tenente dell’Arma Aeronautica.

Gli studi compiuti: Laurea in Economia Aziendale alla Bocconi nel 1973, ma gli esami della vita non finiscono mai! Sono sposato ed ho una figlia di 43 anni.

  • Quando è iniziata la tua passione per la scrittura?

Il primo libro l’ho scritto nel 1977, un thriller storico dal titolo “Due uomini e una nave” .

Appassionato di storia e in particolare della II guerra mondiale ho dato vita a come possono essere stati i contatti con gli alleati prima dell’8 settembre 1943, l’Armistizio di Cassibile. Il mio obiettivo era ricordare che i soldati italiani non “scapparono a casa”! Furono lasciati senza disposizioni ad ogni livello di grado. Il nostro non fu “un esercito che si era sciolto da solo” ed io ho cercato di dare un’interpretazione di quei mesi cruciali e di cosa significò il generico messaggio di Badoglio dell’8-9-1943 e le sue conseguenze.

L’attività di Formatore Aziendale e di erogatore di corsi per venditori e dirigenza, questi i principali temi, mi ha sempre portato a scriverne i “copioni”, secondo le necessità dell’azienda cliente. Ciò mi ha abituato a descrivere fatti e situazioni, inventando con fervida fantasia trame ambientate in luoghi reali, attenendomi alla storia ufficiale e ai suoi avvenimenti cruciali.

  • Parlaci del tuo romanzo/dei tuoi romanzi

Mi ritengo uno scrittore di nicchia e scrivo solo ciò che desta il mio interesse. Il mio obiettivo non è far soldi con i diritti d’autore, ma portare a conoscenza fatti ed episodi che altrimenti non sarebbero noti e se ne perderebbe la memoria.

  • Come hai avuto l’ispirazione del tuo ultimo romanzo/dei tuoi romanzi?

L’ultimo romanzo “Frammenti dal passato” è per un terzo invenzione ma il resto descrive la vita recente del ghiacciaio del Belvedere a Macugnaga: “il ghiacciaio che voleva vivere”.

È difficile capire dove finisce la realtà e inizia la mia creatività. Due aerei caddero sul ghiacciaio Belvedere di Macugnaga che, con la sua turbolenta esistenza e le meraviglie che nasconde sotto di esso, è il protagonista principale del romanzo.

Coniugando la presenza di giacimenti d’oro sotto il Monte Rosa, la loro storia che vedeva già Celti e Romani estrarlo dalle sue viscere, con la dinamica del ghiacciaio del Belvedere, le sue bizzose crescite e i laghi che, in vari periodi vi si sono formati mettendo a rischio gli abitati dei paesi sottostanti, ho scritto un thriller perfettamente credibile dal punto di vista geologico, storico e delle credenze dei soldati romani condannati, duemila anni fa, alla damnazio ad metalla: la pena del lavoro in miniera a vita.

È un romanzo che prende subito, è una storia di uomini che inizia da lontano, dagli anni in cui i miti dell’uomo ariano portavano a spedizioni in tutto il mondo per recuperare oggetti e culti che dessero lustro e giustificazione alle ideologie dell’uomo superiore.

Ma non solo, ci si ritrova a che fare con i Celti, i Romani, Facino Cane, i Visconti e gli Sforza. Troviamo i poveri resti degli alpinisti caduti dalle pareti rocciose, l’attrezzatura, i pezzi di ferro e alluminio appartenuti ad aerei schiantatisi sul ghiaccio decine di anni fa che, con lo scioglimento dei ghiacci, riaffiorano.

C’è da domandarsi se c’è realmente invenzione; i reperti aerei misteriosi di cui si racconta sono veramente stati restituiti da un altro ghiacciaio italiano. La ricerca dell’aereo cui erano appartenuti è stata un duro lavoro, lungo ma di enorme soddisfazione. L’aereo, il suo proprietario e la data in cui era avvenuto l’incidente, sono stati identificati e l’aver aiutato gli inquirenti a svelarne il segreto alcuni anni fa, mi ha gratificato molto.

La privacy e le relazioni internazionali, invece, vogliono che non sia il caso di raccontare il fatto vero, ma, cambiando sigle, numeri di matricola e modificando le immagini in alcuni particolari chiave, ho cercato di far rivivere tutta l’avventura della ricerca, le delusioni, gli entusiasmi e la gioia finale di chiudere positivamente il caso.

I personaggi sono pochi, appassionati della montagna e, per buona parte il libro è autobiografico. Descrive il ghiacciaio come l’ho conosciuto io, com’era a partire dal 1963 in poi, con le sensazioni e le emozioni di allora.

Più in generale, l’ispirazione mi viene seguendo gli stimoli e i percorsi più strani:

  • una notizia letta: il confine tra la Francia occupata dai tedeschi nel 1940-44 e quella a sud con a capo il generale Pétain, passava sul fiume Cher dove sorge, a ponte sul fiume, il castello di                Chenonceau. Nella storia ho potuto inserire tutte le mie esperienze fatte dal 963 al 1968,            quando passai le vacanze estive nell’appartamento di una zia a Parigi, nel XVII   Arrondissement.  (Il castello delle Dame)
  • le testimonianze e i racconti di vita vissuta di una quarantina di parenti e amici di famiglia durante gli anni 1930-1945, ascoltate quando ero piccolo e organizzate e collegate fino a renderle un unico racconto.

       La copertina è realizzata con le foto delle persone di cui si raccontano le avventure.

  • capire come e perché oggi il Castello Sforzesco di Milano presenta tanti ruderi esterni alle mura      (Il castello di Milano: come e quando sorse, com’era e quanto è cambiato nei secoli),
  • la storia del ducato di Milano dal 1400 al 1509 (Quelli del Ducato),
  • la figura di un ufficiale pilota di cui identificai i reperti del suo idrovolante schiantatosi nel 1925

sullo Spluga (Spluga, la Squadriglia Maddalena 15 novembre 1925) e l’antologia (Un uomo un’epoca),

  • la storia avventurosa dell’Impero dell’Annam: ex Indochine francese e di alcune donne che                sono le eroine di tutta la narrazione (Destini),
  • le esplorazione di un’antica Rocca visitata a fondo nel 1970 (La galleria dimenticataLa Rocca di Orino),
  • il potere del dio denaro e l’interesse degli azionisti che prevalgono sulla sorte di una ragazza             rapita (Elisabeth Brooks)
  • la spiegazione e la divulgazione, step by step, del mio metodo di tenere i conti e la previsione           della mia situazione economica (Creiamo insieme una tabella Excel).
  • esperienza diretta fatta apposta per descrivere emozioni e stress dell’attività (Trading on line –

i miei 19 giorni)

  • alcune biografie di personaggi incontrati nello studio del Ducato di Milano: (Bianca Maria   Sforza) e (Salaì: un giorno con Gian Giacomo Caprotti)
  • L’esplorazione della cava di Piona, effettuata nel 1968-70, alla ricerca di minerali,  ha portato a scrivere (La Miniera)
  • Cos’hai provato la prima volta che hai avuto un tuo romanzo fra le mani?

Incredulità, gioia, un successo conseguito, un desiderio a lungo accarezzato che diventa realtà.

Per quanto mi riguarda i momenti in questione furono due.

Il primo quando ricevetti il pacchetto con i primi due volumi stampati da un Editore di Padova con cui avevo un contratto per la pubblicazione di una mia trilogia. Il terzo non fu mai pubblicato. Deluso dall’esperienza e spinto dalla collaborazione di mia figlia iniziai a pubblicare sulla piattaforma Create Space di Amazon il mio primo libro, curandone l’adattamento alla griglia scelta, realizzando la copertina, la presentazione, il filmato per You-tube ecc.

  • Raccontaci del tuo stile di scrittura e quale genere letterario preferisci per il tuo romanzo/i tuoi romanzi.

Mi piace scrivere storie molto vicine alla realtà vera. Il soggetto deve entusiasmarmi, altrimenti la vena creativa non entra in gioco. In generale faccio in modo che nella storia, ci sia un elemento, un personaggio o evento misterioso.

  • Chi è il tuo scrittore preferito? Perché?

Chi vuole scrivere credo che debba leggere moltissimo.

Il mio primo libro, regalato da mia nonna fu “Il giorno più lungo” era il 1964. Da allora ho sempre letto. Il regalo di un Kindle mi ha aperto il mondo degli E-book, vi ho letto autori che mai avrei cercato: Tolstoj, Stendhal,  Allan Poe, Pirandello, Nietzsche. Si trovano sia gli autori Classici, sia i libri da leggere per piacere.

Amo particolarmente quei romanzi che rievocano un’epoca, “I pilastri della terra” di Ken Follet, “Suite francese” di Iréne Némirovsky, “La baia” di J. Michener, “Mare crudele“ di Nicholas Monsarrat.

  • Hai altre passioni?

Partecipo attivamente alle iniziative dell’Associazione Arma Aeronautica. Il libro “Spluga…” ebbi l’onore di presentarlo nella Sala della Vittorie della 1° Regione Aerea, in Piazza Novelli 1, ad una platea di un centinaio di colleghi dell’A.M., ospiti e autorità di Milano.

Il mio “cuore con le ali” mi fa rivivere la mia passione aeronautica ad ogni iniziativa in cui posso vestire la divisa dell’Associazione e aiutare i colleghi con le stellette nelle varie manifestazioni.

  • Puoi svelarci i tuoi progetti letterari futuri?

Sto partecipando ad un torneo letterario on-line, promosso dal Gruppo editoriale Mauri Spagnol. L’argomento che ho scelto come tema del mio libro, è il “femminicidio” avvenuto negli anni  di piombo, nei dintorni di Milano. Fatto vero che ho cercato di romanzare, partendo dagli articoli di giornale, dai resoconti giudiziari dell’epoca e dalle mie esperienze dirette del liceo, degli attentati e del clima di allora. Ho creato una storia completa, credibile e strettamente legata a quanto successe negli ultimi mesi di vita della povera ragazza.

  1. Vuoi aggiungere qualcosa?

I miei E-book e i volumi stampati in brossura sono editi e disponibili solo sulla piattaforma Amazon.

Questo è il link:

https://www.amazon.it/s?k=andrea+garlinzoni&__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&ref=nb_sb_noss_1

Grazie Nadia.

Per l’intervista potete scrivermi a nadia-arnice@hotmail.com