L’Intervista a Alessandro Margheriti 

Oggi vi propongo l’intervista allo scrittore Alessandro Margheriti

1. Ciao Alessandro ti chiedo di presentarti ai miei lettori

Ciao a tutti! Mi chiamo Alessandro e ho 39 anni. Sono nato a Brindisi ma ho viaggiato molto; dal 2015 vivo stabilmente in Spagna, dove lavoro come insegnante.

2- Quando è iniziata la tua passione per la scrittura?

Scrivevo già da piccolo, ma solo poesie. Approcciarsi alla narrativa è stato difficile, agli inizi, almeno finché non ho trovato il modo giusto. Poi qualche anno fa ho deciso che avrei fatto della scrittura la mia occupazione principale.

3- Parlaci del tuo romanzo/dei tuoi romanzi

Nel cuore di Icaro è un romanzo breve ma intenso, coniuga la tematica mitologica con una storia verosimile e attuale… chi non è mai stato innamorato di qualcuno senza essere ricambiato?

In questo libro ho cercato di approfondire e dare spessore a un personaggio di cui il mito ci ha tramandato solo la tragica fine, mi sembrava una cosa triste e riduttiva e così ho pensato di dargli identità, desideri.

4- Come hai avuto l’ispirazione del tuo romanzo/dei tuoi romanzi?

Per il libro su Icaro la lampadina si è accesa grazie a una chiacchierata con la mia amica Anna. Parlavamo proprio di amori impossibili.

In altri casi a scatenare la mia creatività è un dettaglio casuale o un evento che mi ha colpito in modo particolare.

5– Cos’hai provato la prima volta che hai avuto un tuo romanzo fra le mani?

Ho pensato: «Ho aspettato a lungo questo momento ma ne è valsa la pena! Che bello!»

6– Raccontaci del tuo stile di scrittura e quale genere letterario preferisci per il tuo romanzo/i tuoi romanzi.

Dunque, ho finito quattro romanzi finora e altri due sono in stesura; penso di poter dire che sono tutti molto diversi, per genere, stile e soluzioni narrative. Sono piuttosto eclettico.

7- Chi è il tuo scrittore preferito? Perché?

Ne ho tanti, adesso, perché leggo moltissimo. Ma agli inizi era Virginia Woolf. Di lei ammiro soprattutto la determinazione e la disciplina con cui lavorava. E anche il coraggio nel cercare soluzioni narrative nuove.

8- Hai altre passioni?

Lingue, letterature e culture scandinave.

9- Puoi svelarci i tuoi progetti letterari futuri?

Al momento sto lavorando su un romanzo che è in parte autobiografico, dopo aver terminato una trilogia fantasy sentivo il bisogno di scrivere qualcosa di più personale! E poi ho in cantiere anche un altro libro ispirato alla mitologia classica.

10- Vuoi aggiungere qualcosa?

Sì, a partire dal 22 settembre condurrò una rubrica settimanale sulla letteratura scandinava (ma non solo!) in diretta tutti i mercoledì alle 18 su Instagram!

Il tuo sito web/blog: andydreams.it Sito vendita dei tuoi libri: https://www.bakemonolab.com/prodotto/nel-cuore-di-icaro/

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Altro: buymeacoffee.com/andydreams

Grazie mille Alessandro!

Grazie a te Nadia!

L’Intervista a Ivan Rocca

Oggi vi propongo l’intervista allo scrittore Ivan Rocca

1. Ciao Ivan ti chiedo di presentarti ai miei lettori

Buongiorno, mi chiamo Ivan Rocca, scrittore e ristoratore proveniente dalla provincia di Padova. Ho trentasette anni e vivo a Nottingham, nel Regno Unito, da dieci anni.

2- Quando è iniziata la tua passione per la scrittura?

La passione per la scrittura è stata la diretta conseguenza della passione per la lettura. Leggo da quando non sapevo ancora leggere, mi inventavo le storie che osservavo nei fumetti. E spesso corrispondevano alla realtà. Ho cominciato prima a ricopiare interi testi, poi a scrivere dei racconti a undici anni, quando i miei genitori mi regalarono una macchina da scrivere Olivetti che conservo ancora gelosamente.

3- Parlaci del tuo romanzo/dei tuoi romanzi

Al momento conto tre pubblicazioni, presto ce ne sarà una quarta ad Ottobre. Ho scritto una raccolta di favole moderne dal titolo “Racconti da Leggere sotto i Raggi della Luna” e i primi due romanzi di una saga fantasy, “Alexander – Le Squadre della Morte” e “Alexander – I Cavalieri di Luxar”. Le favole moderne sono rilassanti e ispirazionali. I romanzi di Alexander vedono un mondo fantasy complesso e articolato, intervallando scontri e battaglie a misteri e intrighi di palazzo.

4- Come hai avuto l’ispirazione del tuo romanzo/dei tuoi romanzi?

La trama riguardante l’intera Saga di Alexander ha preso corpo nella mia mente nell’arco di un decennio. Dai diciassette ai ventisette anni ho lavorato in una fabbrica come operaio. Mentre le mani lavoravano, la mente vagava costruendo interi mondi e una storia intrecciata entro i loro confini.

5– Cos’hai provato la prima volta che hai avuto un tuo romanzo fra le mani?

La gioia e la soddisfazione sono state enormi. Arrivavo da un periodo di fallimenti nella mia vita personale e la pubblicazione del mio primo romanzo è stata il preludio dei successi che sarebbero arrivati in seguito.

6– Raccontaci del tuo stile di scrittura e quale genere letterario preferisci per il tuo romanzo/i tuoi romanzi.

Il mio stile di scrittura è stato enormemente influenzato dalle mie letture. Non essendo io un accademico ma un vorace lettore, ho cercato di perfezionare uno stile di scrittura che combina Terry Brooks a Joe Dever. Ho iniziato a leggere George Martin dopo la pubblicazione del mio primo romanzo e ho notato delle similarità tra i nostri stili.

7- Chi è il tuo scrittore preferito? Perché?

Colui che considero il mio maestro e che ho avuto l’onore di incontrare in molteplici occasioni prima della sua prematura dipartita è il già menzionato scrittore britannico Joe Dever. Joe mi ha preso per mano e mi ha introdotto al mondo del fantasy, un mondo dal quale non mi sarei più staccato. Ammiro anche Terry Brooks, Ken Follett e il Re, Stephen King.

8- Hai altre passioni?

La mia seconda passione (che è anche il mio secondo lavoro) è la ristorazione. Una chicca: la mia prossima pubblicazione sarà basata sulla storia di un italiano a Londra alle prese con il mondo della ristorazione…

9- Puoi svelarci i tuoi progetti letterari futuri?

A parte il romanzo appena citato, mi attendono i tre romanzi rimanenti che concluderanno la Saga di Alexander e una nuova saga fantasy ambientata nell’Italia contemporanea. Ho trovato un inaspettato filo conduttore che lega numerosi miti e leggende locali della Penisola e ne ho ricavato una trama.

10- Vuoi aggiungere qualcosa?

Un ringraziamento a Nadia per l’intervista e a tutti coloro che sono arrivati qui in fondo leggendola!

Il tuo sito web/blog: http://www.ivanrocca.com

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Facebook: Il Cassetto di Ivan Rocca

Instagram: Ivan_Alexander_Rocca

Grazie mille Ivan!

Grazie a te Nadia!

L’Intervista a Eleonora Nucciarelli

Oggi vi propongo l’intervista allo scrittrice Eleonora Nucciarelli

1. Ciao Eleonora ti chiedo di presentarti ai miei lettori

Ciao Nadia, è un piacere essere tua ospite. Mi presento brevemente ai tuoi lettori: mi chiamo Eleonora Nucciarelli, ho trentotto anni e, prima di essere scrittrice, sono pedagogista, docente di materie umanistiche e mamma. “Lo squisito dolore” è il mio primo libro, cui è seguito “In primis, insieme”. Scrivo anche poesie, alcune delle quali sono raccolte in varie antologie. Sono, inoltre, Presidente e fondatrice dell’Associazione di promozione sociale Forma mentis, attiva dal 2015 con scopi filantropici.

2. Quando è iniziata la tua passione per la scrittura?

La mia passione per la scrittura mi accompagna da tutta la vita, solo di recente ho deciso fosse giunto il momento di pubblicare e condividere con il mondo i frutti del mio lavoro. Sono molto soddisfatta della scelta intrapresa perché sto ricevendo in cambio molto calore, soddisfazioni e riconoscimenti.

3. Parlaci dei tuoi libri

Molto volentieri. “Lo squisito dolore. Una prospettiva filantropica”, edito da Midgard Editrice, è un saggio che affronta una tematica tanto spinosa quanto universale. Il libro è suddiviso in quattro sezioni in cui analizzo il dolore nella filosofia, nella letteratura, nelle scienze umane e nell’arte. Il dolore al quale mi riferisco è inteso come fonte d’ispirazione che, se canalizzato nella giusta direzione, può contribuire a far emergere la nostra parte migliore.

“In primis, insieme. Il bruco Precipitevolissimevolmente e altri #raccontipersentirsipiùvicini” è stato pubblicato nella collana “Fiabe” della stessa Casa Editrice. I proventi delle vendite saranno devoluti all’Associazione “Giacomo Sintini” per la ricerca sul cancro. Il libro ha il patrocinio dello studio “In primis” e delle Associazioni “Forma mentis” e “AltrEmenti – Insieme per l’Asperger” ed è illustrato da Laura Nofrini.

4. Come hai avuto l’ispirazione dei tuoi libri?

Ti parlo con piacere di chi ha ispirato i racconti raccolti nel libro “In primis, insieme”: mio figlio Filippo, di nove anni. Ho immaginato le tematiche sociali principali viste attraverso i suoi occhi e i racconti sono fluiti in modo naturale. Successivamente li ho trasformati in videoletture, sfruttando le potenzialità del digital storytelling e, infine, sono approdati tra le pagine del libro che è stato illustrato da Laura Nofrini.

5. Cos’hai provato la prima volta che hai avuto un tuo libro fra le mani?

Un’emozione indescrivibile. Un’esplosione di gioia ma anche di smarrimento.

6. Raccontaci del tuo stile di scrittura e quale genere letterario preferisci per i tuoi libri.

Come detto sono un’autrice variegata e mi piace sperimentare generi di scrittura diversi. Prediligo la saggistica e il racconto breve anche se non escludo la possibilità di pubblicare un romanzo, un giorno.

7. Chi è il tuo scrittore preferito? Perché?

Domanda interessante. Ho molti scrittori che leggo con piacere, la mia poetessa preferita è Alda Merini ma apprezzo molto anche Antonia Pozzi ed Elisa Ruotolo. Non mi perdo un libro di Massimo Recalcati e di Elena Ferrante.

8. Hai altre passioni?

Sì, oltre alla lettura e alla scrittura amo dipingere. La pittura mi rilassa e mi calma. Dipingo principalmente opere astratte.

9. Puoi svelarci i tuoi progetti letterari futuri?

Volentieri. Presto uscirà un altro saggio speculare al primo. È già in fase di editing e impaginazione. Contemporaneamente sto lavorando ad una raccolta di poesie edite e inedite.

10. Vuoi aggiungere qualcosa?

Colgo l’occasione per ringraziare te per avermi accolta nel tuo blog e tutti i lettori che mi manifestano il loro calore. È un grande onore.

Il tuo sito web/blog: eleonoranucciarelli.dantebus.com

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Twitter: https://twitter.com/sono_eleonora

Grazie mille Eleonora!

Grazie a te Nadia!

L’Intervista a Jonathan Rizzo

Oggi vi propongo l’intervista allo scrittore Jonathan Rizzo.

Ciao ti chiedo Jonathan di presentarti ai miei lettori

Cari lettori se siete maschi chiedete alle vostre compagne, amiche e sorelle, nonne e mamme. Loro mi conoscono già.

Quando è iniziata la tua passione per la scrittura?

Prima bisogna imparare a leggere per sapere scrivere. Leggere tanto e leggere bene. Sei quello che leggi.

Parlaci del tuo romanzo/dei tuoi romanzi

Per non farla troppo lunga parliamo dell’ultima pubblicazione, “Le Scarpe del Flaneur” uscito in piena clausura l’autunno scorso per l’edizioni Ensemble di Roma. Trattasi di raccolta poetica scritta sulle strade di Parigi lontano dai salotti accademici, tra senzatetto e puttane con lo sguardo dai bistrot.

Come hai avuto l’ispirazione del tuo romanzo/dei tuoi romanzi?

Basta aprire gli occhi. Operazione più complessa di quanto sembri a scriverla.

Cos’hai provato la prima volta che hai avuto un tuo romanzo fra le mani?

La prima in assoluto, giovane e sciocco sognatore ero emozionato. Ora al quarto è più una pena.

Raccontaci del tuo stile di scrittura e quale genere letterario preferisci per il tuo romanzo/i tuoi romanzi

Poesia Impressionista. Dipingo con le parole ritratti umani e paesaggi di bellezza e libertà lontani dall’uomo nonostante la sua volgare presenza.

Chi è il tuo scrittore preferito? Perché?

Sono stato allevato da diversi padri, ma citerò solo Charles Bukowski per il dito medio al 2palazzo” letterario.

Hai altre passioni?

Bere, scopare, dormire, il mare. Il quale non è un verbo.

Puoi svelarci i tuoi progetti letterari futuri?

Fare la guerra alla mediocrità poetica italiana e probabilmente perderla.

Vuoi aggiungere qualcosa?

Leggete! Non per forza me, ma leggete. Possibilmente rubate i libri nelle grandi catene che non hanno bisogno e prendeteli a scatoloni per leggerli e poi regalarli nelle piccole realtà di trincea. Leggete. Il libro è un amico che non vi abbandonerà mai.

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Grazie a te per l’attenzione

Jonathan Rizzo

Grazie mille Jonathan!

L’Intervista a Diego Galdino

Oggi vi propongo l’intervista allo scrittore Diego Galdino

Ciao Diego ti chiedo di presentarti ai miei lettori

Ciao mi chiamo Diego Galdino, tanti mi definiscono il barista scrittore, altri il Nicholas Sparks italiano. In realtà sono semplicemente un barista che al momento è pubblicato in otto paesi europei e Sudamerica e che in Italia ha pubblicato cinque romanzi con la Sperling & Kupfer del Gruppo Mondadori e uno con la Fanucci editore. Sono uno dei pochi uomini che in Italia scrivono romanzi d’amore e ne vado fiero. Grazie alla scrittura ho potuto viaggiare e ho avuto la fortuna di presentare i miei romanzi in giro per l’Europa.

Quando è iniziata la tua passione per la scrittura?

Sono diventato uno scrittore per merito – o colpa – di una ragazza adorabile che a sua volta adorava Rosamunde Pilcher, una scrittrice inglese che di storie d’amore se ne intendeva parecchio. Un giorno lei mi mise in mano un libro e mi disse: «Tieni, questo è il mio romanzo preferito, lo so, forse è un genere che piace più alle donne, ma sono certa che lo apprezzerai, conoscendo il tuo animo sensibile». Il titolo del romanzo era Ritorno a casa e la ragazza aveva pienamente ragione: quel libro mi conquistò a tal punto che nelle settimane a seguire lessi l’opera omnia dell’autrice. Il mio preferito era I cercatori di conchiglie. Scoprii che il sogno più grande di questa ragazza di cui ero perdutamente innamorato era quello di vedere di persona i posti meravigliosi in cui la Pilcher ambientava le sue storie, ma questo non era possibile perché un grave problema fisico le impediva gli spostamenti lunghi. Così, senza pensarci due volte, le proposi: «Andrò io per te, e i miei occhi saranno i tuoi. Farò un sacco di foto e poi te le farò vedere». Qualche giorno più tardi partii alla volta di Londra, con la benedizione della famiglia e la promessa di una camicia di forza al mio ritorno. Fu il viaggio più folle della mia vita e ancora oggi, quando ci ripenso, stento a credere di averlo fatto davvero. Due ore di aereo, sei ore di treno attraverso la Cornovaglia, un’ora di corriera per raggiungere Penzance, una delle ultime cittadine d’Inghilterra, e le mitiche scogliere di Land’s End. Decine di foto al mare, al cielo, alle verdi scogliere, al muschio sulle rocce, al vento, al tramonto, per poi all’alba del giorno dopo riprendere il treno e fare il viaggio a ritroso insieme ai pendolari di tutti i santi d’Inghilterra che andavano a lavorare a Londra. Un giorno soltanto, ma uno di quei giorni che ti cambiano la vita. Tornato a Roma, lasciai come promesso i miei occhi, i miei ricordi, le mie emozioni a quella ragazza e forse le avrei lasciato anche il mio cuore, se lei non si fosse trasferita con la famiglia in un’altra città a causa dei suoi problemi di salute. Non c’incontrammo mai più, ma era lei che mi aveva ispirato quel viaggio e in fin dei conti tutto ciò che letterariamente mi è successo in seguito si può ricondurre alla scintilla che lei aveva acceso in me, la voglia di scrivere una storia d’amore che a differenza della nostra finisse bene.

Parlaci del tuo romanzo/dei tuoi romanzi

A me piace scrivere romanzi d’amore, perché scrivo quello che sento, quello che il mio cuore ha bisogno di esternare, io amo l’amore e tutti i suoi derivati. Come diceva Sean Connery nel film Scoprendo Forrester… “Scrivere non è pensare, è scrivere, la prima stesura va scritta di getto, in modo istintivo, non con la testa, ma nemmeno con il cuore, va scritta di pancia.” Quando io inizio a scrivere una storia lei è già tutta nella mia testa, dall’inizio alla fine, scrivere per me è come se avessi visto un bel film e lo raccontassi a qualcuno che non ha la possibilità di vederlo con i suoi occhi. Per questo cerco di creare con le parole delle immagini, per dare al lettore l’opportunità di vedere ciò che io ho già visto attraverso la mia immaginazione. Di sicuro per me scrivere ha la valenza di una seduta terapica, come se il libro fosse uno psicologo che ti ascolta senza pregiudizi e ti giudica in modo oggettivo. Sei consapevole che grazie a lui puoi dire la verità, tutta la verità, forse quella che non hai mai detto a nessuno, senza doversi preoccupare delle conseguenze.

Come hai avuto l’ispirazione del tuo romanzo/dei tuoi romanzi?

Il grande romanticismo che accompagna da sempre il mio modo di vivere la vita, la ricerca spasmodica della dolcezza, della sensibilità, nel percepire l’amore partendo dai dettagli, dai gesti più semplici e banali. Chi si avvicina ai miei romanzi, deve sapere che io sono uno scrittore di romanzi d’amore nel vero senso del termine. In ciò che scrivo non troverà la verità assoluta su questo sentimento, né la mia, troverà delle semplici pagine, delle semplici storie forse come ce ne sono state già tante, in cui far specchiare il proprio cuore e ritrovarsi o ritrovare quel sentimento che magari pensa di aver perso o mai provato.

Cos’hai provato la prima volta che hai avuto un tuo romanzo fra le mani?

La stessa emozione che ho avuto nel tenere tra le braccia le mie figlie appena nate, mi sono detto… “Ma davvero ho creato io una cosa tanto speciale?”

Raccontaci del tuo stile di scrittura e quale genere letterario preferisci per il tuo romanzo/i tuoi romanzi.

Amo il genere romantico, come quando leggo così anche nella scrittura cerco d’immedesimarmi nei personaggi delle storie.

Chi è il tuo scrittore preferito? Perché?

Jane Austen, perché? Jane Austen…Che altro?

Hai altre passioni?

La lettura, il cinema e l’arte.

Puoi svelarci i tuoi progetti letterari futuri?

In autunno uscirà in Italia il mio nuovo romanzo Principessa Saranghae, in Bulgaria il mio quinto romanzo e a Gennaio 2022 uscirà in tutti i paesi di lingua spagnola il seguito de Il primo caffè del mattino.   

Vuoi aggiungere qualcosa?

Sì, di non smettere mai di leggere, perché leggere dopo fare l’amore è la cosa più bella che possa fare un essere umano.

Grazie mille Diego!

Grazie a te Nadia!

L’Intervista a Maria Elisa Gualandris

Oggi vi propongo l’intervista alla scrittrice Maria Elisa Gualandris

Ciao Maria Elisa ti chiedo di presentarti ai miei lettori

Ciao! Sono una giornalista, vivo a Verbania, sul lago Maggiore e collaboro con diverse testate locali. Mi occupo prevalentemente di cronaca nera e giudiziaria. Ogni mattina conduco un programma su Rvl La Radio, dalle 7 alle 9, che si chiama “Giornale e caffè”. Nel 2016 è nato il mio blog, http://www.ilibridimeg.it, dedicato alla mia passione per la lettura.

Quando è iniziata la tua passione per la scrittura?

Ho iniziato a scrivere raccontini da piccola, mi piacevano molto i temi delle lezioni di italiano. Poi, crescendo, ho scritto qualche racconto e questo invece è il mio primo romanzo. Ci ho messo un po’ ad arrivarci.

Parlaci del tuo romanzo/dei tuoi romanzi

“Nelle sue ossa” è un giallo, la storia di un cold case sul quale si trova a indagare Benedetta Allegri, una cronista precaria. Tutto nasce dal ritrovamento di ossa umane in una villa disabitata da tempo in riva al lago. Si scopre che le ossa appartenevano a una ragazza scomparsa molti anni prima, nel 1978.

Come hai avuto l’ispirazione del tuo romanzo/dei tuoi romanzi?

Durante una passeggiata sul lago, guardando le ville storiche, mi sono immaginata una storia che potesse essere rimasta nascosta per decenni tra vecchie mura.

Cos’hai provato la prima volta che hai avuto un tuo romanzo fra le mani?

E’ stata una grandissima emozione, che è veramente difficile descrivere. Ma, ancor di più, mi emoziona sentire i commenti di chi ha letto la storia e si è affezinonato ai miei personaggi.

Raccontaci del tuo stile di scrittura e quale genere letterario preferisci per il tuo romanzo/i tuoi romanzi.

Credo che il mio stile sia abbastanza semplice e lineare. Amo il giallo e per questo mi è venuto spontaneoscriverne uno.

Chi è il tuo scrittore preferito? Perché?

Non c’è uno scrittore preferito, amo veramente diversi generi e autori di tutti i tempi. Da Dostoevskij a Elsa Morante, passando per Camilla Lackberg e Joel Dicker. Ultimamente ho amato molto “Cambiare l’acqua ai fiori” di Valérie Perrin e il suo ultimissmo “Tre”.

Hai altre passioni?

Leggere e, quando si potrà, viaggiare per l’Europa.

Puoi svelarci i tuoi progetti letterari futuri?

Sto scrivendo il seguito di “Nelle sue ossa”. Per ora posso solo dire che Benedetta tornerà con una nuova avventura!

Vuoi aggiungere qualcosa?

Vi ringrazio molto e mi raccomando, se leggerete il libro fatemi sapere il vostro parere. A presto

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Grazie mille Maria Elisa!

Grazie a te Nadia!

L’Intervista a Mark Tedesco

Oggi vi propongo l’intervista allo scrittore Mark Tedesco

Ciao Mark ti chiedo di presentarti ai miei lettori

Io sono è un educatore di Los Angeles; insegno storia e lavora anche come mentore per i nuovi insegnanti a Los Angeles che entrano nella professione. Sono anche un autore, con 7 libri pubblicati, tra cui narrativa storica, poesia e memorie.

La mia passione per Roma nasce quando mi sono trasferito in città all’età di 19 anni dove trascorrevo e un periodo in seminario. Ho vissuto a Roma per 8 anni, durante i quali mi sono laureato in filosofia, lettere latine e teologia storica. Da quel momento, Marco visita spesso Roma, avendo amici e profonde radici nella città.

Dalle mie esperienze di vita sono nate le mie passione per insegnamento/lavorando con i giovani, per la storia e per la scrittura. Vorrei che la mia vita faccia una differenza nella vita degli altri.

Quando è iniziata la tua passione per la scrittura?

Quando scrivo, scrivo per me stesso. Questo processo è iniziato 15 anni fa circa, quando stavo riflettendo sulla mia esperienza dentro un seminario presso il Vaticano. La mia vita sembrava essere come un puzzle, ma non riuscivo a vedere come il mio passato si adattasse al mio presente. Così ho iniziato a scrivere le mie esperienze in seminario, per dare un senso a tutto. Questo è culminato nel mio libro “That Undeniable Longing: My Road to and from the Priesthood”. Sono rimasto sorpreso dal fatto che altri fossero interessati al mio viaggio, e questo libro è diventato un grande successo. È così che è iniziato il mio percorso di scrittura.

Parlaci del tuo romanzo/dei tuoi romanzi

La mia professione principale è insegnare storia (studi sociali) agli studenti delle scuole superiori e fare da mentore a nuovi insegnanti a Los Angeles. Scrivo nel mio tempo libero. 

Il mio percorso di scrittura è iniziato quando ho iniziato a registrare le mie esperienze in un seminario vaticano; Ho scritto una sorta di “diario” per riflettere su questo periodo della mia vita e capire come i pezzi della mia vita si adattano insieme. Quando ho finito, ho mostrato questo manoscritto a mia sorella, e lei ha detto, “Questo è buono. Dovresti pubblicarlo”. Avevo i miei dubbi, ma sono andato avanti e l’ho inviato ad alcuni editori. La stampa del Chicago Review lo raccolse e lo pubblicò poco dopo. Il libro si intitola “That Undeniable Longing: My Journey to and from the Priesthood”. https://www.chicagoreviewpress.com/that-undeniable-longing-products-9780897335423.php?page_id=21

Dopo di che, mi è arrivato un altro libro su due soldati nell’antica Roma; la storia ha cominciato a svolgersi nella mia immaginazione quando ho completato il mio primo libro. Questa storia è iniziata quando un mio amico, residente a Roma, mi ha parlato di questi due uomini del IV secolo. “Le ultime parole registrate che si sono detti”, ha raccontato il mio amico, “sono state: ‘Se ci sottomettiamo a questo, saremo insieme per sempre in paradiso'”. Cominciai a chiedermi che tipo di vita avessero vissuto per essere stati in grado di per dire questo l’un l’altro. Questa curiosità è sfociata nel mio primo romanzo storico, “Io sono Giovanni, io sono Paolo: una storia di due soldati nell’antica Roma”. 

La mia esperienza di amore e perdita mi ha portato a scrivere un libro di poesie: “Amare, sperare, credere”. Era lo stesso processo: ogni giorno entrava nella mia immaginazione una poesia, già composta; L’avrei scritto finché un giorno non si è fermato. A quel punto li ho raccolti e il libro è stato pubblicato.

Ho poi scritto un seguito al primo libro; piuttosto che un seminario vaticano, il titolo è “Lessons and Beliefs: Learning to Love”. Ho avuto molte esperienze di relazioni, amore e impegni; Ho iniziato a chiedermi se ogni relazione ed esperienza contenesse una lezione. Ho iniziato una ricerca per esplorare le credenze e le lezioni contenute in ogni coinvolgimento romantico. Il risultato è questo libro.

Poi sono andato ad Atene, in Grecia.  “Il cane sull’Acropoli” è basato su un vero cane che ho incontrato sull’Acropoli. Una sera, ho camminato sull’Acropoli, verso il Partenone, per vederlo di notte. Circa a metà strada, un cane misto Labrador nero mi ha incontrato sui gradini. Mi sono fermato e l’ho guardato, e lui mi ha guardato. Poi venne al mio fianco e mi accompagnò su per le scale. Una volta arrivati ​​in cima, è scappato via. La sera dopo decisi di salire di nuovo quei gradini e incontrai per strada lo stesso cane nero. Trottò accanto a me mentre mi avvicinavo per guardare la città splendente sotto di me. Una volta arrivati, ho guardato il cane e lui ha guardato me; Mi sono reso conto che probabilmente viveva su questa collina. Avrei voluto avere uno spuntino da dargli, ma non avevo niente con me. Mi chinai e gli grattai la testa. Poi, mentre guardavo la città sottostante, il cane scomparve.

Mentre scendevo dalla collina, mi è venuta in mente la storia del cane sull’Acropoli.

Il mio ultimo libro è “She Seduced Me: A Love Affair with Rome”. Questo libro non è un libro di storia, sebbene contenga la storia; non è una guida, ma include consigli di viaggio. Il libro non è un libro di memorie, sebbene sia costituito dalle esperienze dell’autore, e non è un libro di narrativa storica, tuttavia contiene episodi della storia che riportano in vita il passato.

“She Seduced Me: A Love Affair with Rome” è un libro di storie che racconta la città di Roma: la sua gente, l’arte, i monumenti, gli artisti di strada, gli espatriati, i romani e la storia. Questo è ciò che rende diverso questo libro: esplora la città di Roma dal punto di vista delle sue storie.

Coloro che hanno partecipato alla stesura di questo libro includono espatriati che vivono a Roma, romani che hanno vissuto lì tutta la loro vita e italiani del nord e del sud che ora vivono a Roma. Ci sono anche le storie di artisti di strada, ristoratori e i fantasmi di personaggi antichi come Nerone, Augusto, Livia e altri.

Come hai avuto l’ispirazione del tuo romanzo/dei tuoi romanzi?

Quando scrivo, l’ispirazione per il libro di solito mi viene attraverso un’esperienza o un incontro.

L’idea del libro “She Seduced Me: A Love Affair with Rome” mi è venuta l’anno scorso durante una visita in città. Ero di fronte a Santa Maria di Trastevere e, come un lampo, mi sono reso conto che ciò che rende Roma unica sono le sue storie. Ogni angolo di strada, edificio, opera d’arte, monumento, artista di strada e residente ha la sua storia. 

Cos’hai provato la prima volta che hai avuto un tuo romanzo fra le mani?

La prima volta che ho tenuto il mio libro pubblicato tra le mie mani è stata un’incredibile sensazione di realizzazione. Ho avuto diversi amici che mi hanno detto che avrebbero preferito scrivere un libro, che hanno iniziato a scrivere un libro o che hanno sognato di scriverne uno. Ma in realtà ho portato il lavoro al traguardo. Questo mi ha dato immensa gioia, gratitudine e senso di realizzazione. E il fatto che ad altri piaceva il mio libro era un regalo ancora più grande!

Raccontaci del tuo stile di scrittura e quale genere letterario preferisci per il tuo romanzo/i tuoi romanzi.

Ho uno stile di scrittura diretto e semplice; non è fiorito ma racconta semplicemente una storia. Quando scrivo un libro, la storia mi viene in mente nella mia immaginazione. Posso vedere la serie di eventi scorrere davanti a me (nella mia immaginazione) e poi li scrivo come meglio posso. Per me, l’ispirazione per una storia arriva sotto forma di immagini piuttosto che di parole. Forse è per questo che il mio stile di scrittura è anche molto visivo.

Di solito mi viene in mente un libro, già completato nella mia testa. Allora ho solo bisogno di avere la disciplina per scriverlo. 

Chi è il tuo scrittore preferito? Perché?

Ho un’ampia varietà di libri che mi piace leggere, dalla narrativa storica ai viaggi, dalla letteratura classica alla biografia contemporanea, dai bestseller alle opere sconosciute. Il filo conduttore per me è che una storia deve basarsi su esperienze per interessarmi. Se prendo in mano un libro ed è composto dai pensieri dell’autore, mi annoio. Se è l’esperienza dell’autore, mi interessa.

Nella mia età adulta, il primo libro che mi ha parlato a un livello più profondo è stato “Brideshead Revisited” di Evelyn Waugh. Era come se sentissi che l’autore leggeva la storia personalmente, e ogni episodio, ogni lotta, era mio. L’autore è stato in grado di intrecciare esperienze personali in una storia di fantasia in un modo che mi ha incuriosito. Dopo questo, mi sono trovato attratto dalla narrativa storica con autori come Margaret George e Steven Saylor. Il resoconto di Saylor di un detective privato che indaga su casi nell’antica Roma ha coperto più generi di cui non ne ho mai abbastanza! Ho altri libri preferiti, ma la lista sarebbe troppo lunga!

Mi è sempre piaciuto leggere perché entrare in un libro fa sembrare la mia vita più grande. Essere in grado di esplorare il mondo di qualcun altro amplia i miei orizzonti e le mie esperienze.

Durante l’infanzia mi piacevano i libri fantasy e d’avventura, come Peter Pan e Alice nel Paese delle Meraviglie. 

Hai altre passioni?

Tra le mie altre passioni ci sono i viaggi, le escursioni nella natura, l’allenamento in palestra ogni giorno e passare il tempo con grandi amici. 

Puoi svelarci i tuoi progetti letterari futuri?

Il titolo provvisorio del mio nuovo libro è “Storie dalla Puglia”, ed è una raccolta di storie di luoghi e tempi diversi nel sud Italia. Dalle invasioni dei pirati al caffè in riva al mare, il libro riporterà il lettore indietro nel tempo e nel presente, raccogliendo esperienze. 

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Grazie mille Mark!

Grazie a te Nadia!

L’Intervista a Roberta Chemel

Oggi vi propongo l’intervista alla scrittrice Roberta Chemel

Ciao Roberta ti chiedo di presentarti ai miei lettori

Mi chiamo Roberta Chemel e sono nata a Salò nel (pare remotissimo) 1974. La mia vita si snoda tra le tre province di Brescia, Trento e Piacenza, dove vivo, studio e lavoro.

Potrei descrivermi, affermando che mi sento sempre in un costante mutamento e le mie passioni sono spaziate, negli anni, dallo studio della musica attraverso l’ottavino alla coltivazione amatoriale di zafferano, dallo studio della medicina tradizionale cinese ai corsi di Sommelier. Una costante, però, mi ha sempre accompagnata e mi accompagna tutt’ora: l’amore per la filosofia.

Per dirla riportando una frase letta non ricordo più dove: “ho una malattia per cui se ho una curiosità sui pirati, dopo dieci minuti sto studiando le armi del Settecento e dopo altri dieci la siderurgia etrusca”. E’ chiaro che sono una che non è mai uscita dalla fase dei perché.

Quando è iniziata la tua passione per la scrittura?

A dire il vero, per la scrittura non saprei dire con precisione, forse è qualcosa che ho da sempre. Posso però affermare con precisione chirurgica che l’amore per la lettura, è scoppiato quando ricevetti, in quarta elementare, il mio primo vero romanzo da leggere, ovvero Pattini d’Argento di M. M. Dodge.

Parlaci del tuo romanzo/dei tuoi romanzi

Nel 2019, un mio racconto a tema, è stato selezionato per essere inserito in un’antologia a tema dal titolo: “Endometriosi. Storie ordinarie di donne straordinarie” edito da Apollo Edizioni e questo mi ha consentito di rompere il ghiaccio formatosi tra i miei pensieri e la scrittura.

Lo scorso 25 maggio, è uscito invece, edito da Edizioni Leucotea “Il contraccolpo” per il quale la grande Roberta Lippi ha scritto la prefazione.

“Il contraccolpo” racconta la storia di Anna Stelvio: una donna di quarantacinque anni, figlia della contemporaneità, che vive il dramma della mancata maternità attraverso un lungo dialogo interiore che ripercorre gli ultimi vent’anni della sua vita.

Vengono affrontati temi come la stigmatizzazione sociale, la depressione, la psicanalisi, l’accettazione della patologia, ma anche aspetti dai risvolti inaspettatamente positivi attraverso il cambio di prospettiva.

Come hai avuto l’ispirazione del tuo romanzo/dei tuoi romanzi?

In realtà lo scrivere è venuto fluido, senza l’idea di renderlo poi un romanzo. Quello è venuto successivamente. Ho cominciato scrivendo più per un’esigenza interiore e per gusto personale e poi mi sono detta “perché non provarci?”.

Cos’hai provato la prima volta che hai avuto un tuo romanzo fra le mani?

Un’emozione fortissima e tanta commozione.

Raccontaci del tuo stile di scrittura e quale genere letterario preferisci per il tuo romanzo/i tuoi romanzi.

A questa domanda non saprei rispondere con precisione. Non credo di aver scritto abbastanza per aver individuato uno stile di scrittura personale e lo stesso credo di poter affermare anche per il genere di romanzo che potrei preferire. A me piace leggere di tutto, dai libri storici, ai gialli, alle biografie di persone che hanno cambiato il corso degli eventi. Amo anche le poesie e i classici greci. Se qualcosa mi incuriosisce approfondisco, sempre, indifferentemente dal “genere”.

Chi è il tuo scrittore preferito? Perché?

Non ne ho uno, ma un’infinità!

Un nome, però, sento di poterlo fare, perché il suo libro è uno di quelli che tengo sempre sul comodino come monito. Si tratta di Antoine de Saint-Exupéry e immagino sia superfluo specificare che il libro in questione è “Il piccolo Principe”

Hai altre passioni?

In questo caso sarebbe più facile chiedermi quali sono le passioni che non ho e la lista sarebbe decisamente più corta.

Puoi svelarci i tuoi progetti letterari futuri?

Sì, potrei. Però poi dovrei ucciderti..

Vuoi aggiungere qualcosa?

“E lei, voltando il capo verso la finestra, socchiuse gli occhi, inspirò profondamente l’aria e quel profumo di viole che inebriava tutt’intorno e tacque”.

Sito vendita dei tuoi libri: https://www.leucotea.it/store/product/il-contraccolpo

e in tutti gli store online e librerie d’Italia

Facebook: https://www.facebook.com/ilcontraccolpo

Instagram: https://www.instagram.com/ilcontraccolpo/

Grazie mille Roberta!

Grazie a te Nadia!

L’Intervista _ Maryl S.

Oggi vi propongo l’intervista alla scrittrice Maryl S.

Ciao Maria ti chiedo di presentarti ai miei lettori

Ciao! Sono Maria, classe 2000 e purtroppo o per fortuna sono nata sotto il cielo della Bilancia. Vivo in Campania dalla nascita ma credo che presto (incrociamo le dita) andrò fuori per motivi lavorativi. Quindi eccomi qui.

Quando è iniziata la tua passione per la scrittura?

La mia passione per la scrittura risale all’anno 2014,un po’ per caso devo ammettere. Erano i tempi d’oro per un’app chiamata Wattpad,la conoscerete sicuramente. Lèggevo già da anni ormai e nel 2014 mi sono detta “perché non provarci”? 

Quello che ne uscì fu una storia che raccontava di un bad boy (tanto per cambiare, era quello che scrivevano tutti) e di una bad girl. La storia ebbe anche un seguito che non mi aspettavo, un riscontro che a pensarci adesso ancora mi chiedo “com’è stato possibile “? Inutile dire che quella prima storia io adesso l’abbia archiviata perché ai miei occhi risultava un po’ cringe e con qualche cliché di troppo, ma posso affermare certamente che da quella storia capii che il mondo della scrittura ormai faceva parte di me…così da lì sono uscite fuori altre storie.

Parlaci del tuo romanzo/dei tuoi romanzi

l primo romanzo pubblicato con la BrightLove,per la collana floreale,è INAFFERRABILE. 

Cosa dire? 

Inafferrabile è una storia che non mi aspettavo di scrivere e tantomeno di pubblicare con una casa editrice. A me piace chiamarlo “imprevedibile”. Imprevedibile perché la trama è uscita così, dal nulla, anni fa. Imprevedibile perché non mi aspettavo di raccontare la storia di Mabel e Rush in un momento come quello di una pandemia globale, iniziata l’anno scorso. Imprevedibile anche perché forse, in un momento come quello che abbiamo vissuto, era la cosa più giusta che potessi fare. Mi piace pensare che scrivere una storia abbia i suoi tempi, se non si è pronti per farlo allora è meglio non iniziarla. E Inafferrabile mi  ha fatto capire che in quel momento ero pronta a dare giustizia a questi due personaggi molto dispettosi e carismatici…ed ero pronta a portare ai lettori una ventata d’aria fresca senza far mancare però una sorta di “malinconia”. Ma ehi…niente spoiler!

Come hai avuto l’ispirazione del tuo romanzo/dei tuoi romanzi?

Più che ispirazione, la parola principale era “bisogno”. Avevo il bisogno di scrivere di una ragazza allegra, spensierata, gentile e caparbia. La mia Mabel è una persona forte, coraggiosa e prende quello che vuole. Ha una malsana abitudine di comprare tutto quello che le piace, infatti il suo guardaroba farebbe invidia a tutte. Porta nel portafogli una foto di Giorgio Armani ma è anche pronta a mettere un paio di stivali in gomma e andare nel Ranch di famiglia, nel Montana. Ha una sorella, due migliori amici “pazzi” e il rapporto con i suoi genitori non è proprio idilliaco, come si vedrà. 

E poi avevo il bisogno di raccontare il dolore di Rush, di raccontare la sua storia. Di un uomo distrutto che cerca di andare avanti grazie anche all’aiuto del suo gemello, Randy. Insomma, questi due mi hanno fatto penare ma credo che alla fine io abbia dato loro un po’ di giustizia.

Cos’hai provato la prima volta che hai avuto un tuo romanzo fra le mani?

Diciamo che dal momento in cui ho ricevuto una risposta positiva da parte della casa editrice, al momento in cui ho visto INAFFERRABILE in versione ebook… posso confermare di essere stata in una bolla di sapone che ancora non è esplosa. Quando ho ricevuto il libro tra le mani invece…è stato qualcosa di troppo emozionante. Mai avrei pensato di vederlo tra le mie mani e mai avrei pensato di essere capace di realizzare un piccolo grande sogno. Posso affermare che quello è stato l’inizio per imparare di più a credere in me stessa.

Raccontaci del tuo stile di scrittura e quale genere letterario preferisci per il tuo romanzo/i tuoi romanzi.

Il mio stile è caratterizzato da una bella tinta rosa e passionale. Il linguaggio è chiaro e cerco di renderlo il più semplice possibile senza creare troppi intoppi nella lettura. Cerco anche di essere innovativa e di non cadere in schemi già ripetuti e visti. 

Non c’è un genere che preferisco, anzi cerco di provare più stili possibili perché è solo così che si cresce e si migliora sempre di più. Un genere che mi piacerebbe provare e il dark romance, ma come ho detto in qualche risposta più su, non sono io a scegliere quando raccontare una storia…è lei che sceglie me quando sono pronta a metterla in luce.

Chi è il tuo scrittore preferito? Perché?

Da lettrice accanita, è difficile trovare scrittori che non mi piacciono. Anche se ho un debole per lo stile di Jodi Ellen Malpas,i suoi romanzi hanno quel qualcosa che ti fa dire “non posso abbandonare per più di cinque minuti questo libro”. La nostra Jodi crea sempre trame e storie ben strutturate e ha la naturale tendenza a scrivere di Alpha male che ti fanno letteralmente perdere la testa. Sono una sua fan dal lontano 2013.

 Hai altre passioni?

Oltre a leggere e scrivere, le mie passioni riguardano lo sport. Sono anni ormai che pratico arti marziali miste ed è qualcosa che non abbandonerò mai, nella mia vita. Mi fa sentire bene e oltre a questo, adoro il modo in cui mi fa sentire forte allo stesso tempo perché mi rende consapevole di ciò che posso fare. Nonostante sia più uno sport maschile, ho trovato davvero una bella famiglia li. Quindi si, l’ottagono o semplicemente “gabbia”… è un posto meraviglioso.

Puoi svelarci i tuoi progetti letterari futuri?

Sono alle prese con la mia quinta storia, mancano pochi capitoli ed anche questa sarà conclusa. Posso dire che questa, in particolare, è quella che più mi ha fatto riflettere e maturare a livello umano. Gli argomenti trattati e i personaggi…hanno un posto nel mio cuore che sarà sempre loro. 

Vuoi aggiungere qualcosa?

Volevo solo ringraziare te,Nadia,per l’opportunità che mi hai dato e volevo dire una cosa alle ragazze li fuori che come me pensavano di non buttarsi in qualcosa di ignoto: fate tutto quello che credete sia impossibile,i limiti esistono solo nella mente e quelli che ci imponiamo a noi stessi sono solo delle perdite di tempo. 

Inafferrabile è disponibile su Amazon

Taggare Florealeflyingbook e Pubme_it su Instagram

Io su Instagram sono m4ryselcia 

Grazie mille Maria!

Grazie a te Nadia!

Intervista a Giulia Blanco

Oggi ho il piacere di intervistare la scrittrice Giulia Blanco. Benvenuta nel mio blog!

1)Ciao Giulia ti chiedo di presentarti ai miei lettori
Mi chiamo Giulia ho 27 anni, vivo in provincia di Torino e sono una sognatrice incallita.
Sai, devo ammettere che queste domande sembrano semplici ma, a mio parere non lo sono
affatto. Ho impiegato ore per rispondere nel modo giusto.
Bene, nelle prossime entrerò nel dettaglio e cercherò di essere trasparente.


2)Quando è iniziata la tua passione per la scrittura?
Come sai, sono una sognatrice incallita e per questo motivo ho sempre avuto problemi. Mi
prefiggevo obiettivi ipotetici, a mente, senza mettere giù – su carta – una vera e propria lista,
e quel metodo mi è costato anni di limbo perenne. Una sorta di sopravvivenza priva di
emozioni. Apatia. Come se non mi importasse di nulla.
E a volte accade ancora quando qualcosa non va, ma sto imparando con alcuni metodi a
risolverla.
Ho il vizio di non portare a termine i desideri, probabilmente per il poco interesse o perché
ogni sport che da bambina iniziavo, volente o meno lo interrompevo. La mente non so come
ha registrato le esperienze passate e mi ha bloccato.
Imprigionata in una vita apatica senza né capo né coda e in una relazione che non andava.
Forse chi leggerà l’intervista comprenderà il mio disagio, però questi continui “fallimenti” li ho
trasformati in esperienze, ed ecco perché tendo ad affrettare le cose. Per recuperare il
tempo perduto.
La passione per la scrittura è nata dal fatto che sono una persona con molta fantasia e che
inventa storie immaginarie. Prima ho iniziato per hobby poi, solo in seguito, ho realizzato che
questa poteva essere la mia cura da un passato e da situazioni da cui volevo fuggire.
Prettamente dal primo lockdown.
Il passato è passato, perciò, date le mie esperienze ho ritenuto che fermarsi al sogno stava
diventato controproducente, così tentando e ritentando il libro è diventato realtà.
È online su Amazon.
Mi sono detta: se io ho bisogno di sognare perché non narrare una storia intensa, piena di
passione, amore, perversione e un po’ particolare, che rimanga impressa nei ricordi del
lettore?
In seguito alla pubblicazione di “Un Indomabile Accordo”, ho modificato alcuni obiettivi
riguardanti la scrittura, ma come si dice? Questa è un’altra storia…
Rimarrà un segreto finché non avrò la possibilità di renderlo reale!


3)Parlaci del tuo romanzo/dei tuoi romanzi.
La storia è nata principalmente perché volevo partecipare a un concorso su una piattaforma
gratuita. Tuttavia avevo bisogno di un tema che fosse di “moda”, che mi piacesse e che
potesse avere una base sensata e di fondo. Non volevo la solita storiella e non è stato
semplice!
Attenzione: per qualcuno può anche essere così, non so…
Il romanzo parla di una relazione d’amore, complicata e con passati turbolenti per entrambi i
personaggi. La relazione si sviluppa attraverso la violenza sessuale che viene
accompagnata dalla pratica BDSM, che è spesso disdegnata e svilente.
Non faccio parte di quel mondo e sono sicura che qualcosa non sarà congruo a questa
tematica, anche perché personalmente non potrei scrivere un romanzo del genere. Paradossale eh? Una cosa è inserire qualche sfumatura, un’altra è descrivere ciò che
accade veramente in un rapporto simile.
Ho un certo scetticismo per alcuni episodi, specialmente per l’umiliazione che nella pratica è
importante.
Quel tipo di “relazione” è diversa e particolare. C’è complicità e consapevolezza verso la
parte dominante che decide esclusivamente per la/il sottomessa/o. Seppur prima di iniziare il
rapporto si trovi un compromesso, la figura remissiva cede completamente la scelta all’altra,
e non necessariamente si tratta di sesso e sicuramente mai d’amore.
Ho bazzicato in qualche sito senza entrare nello specifico, perché non era il mio obiettivo
nella trama, e alcune persone hanno espresso i loro pensieri in base all’esperienza (molti
erano discordanti): cioè che non si deve mescolare il BDSM con l’amore. È una regola
importante.
A quanto pare coinvolgendo l’amore i ruoli crollano e questo non dovrebbe accadere.
Non voglio entrare nei particolari perché sicuramente qualcuno ne saprà più di me, perciò,
considerando che in Italia (e non solo) è ancora un tabù, ho voluto semplificare alcune
situazioni trasformandole in una storia travagliata ma con un amore forte e incondizionato.
Una fiducia che non tutti in una coppia normale hanno.
Gli episodi “turbolenti” e psicologici sono pochi, ma li ho volutamente raccontati dal punto di
vista di Thomas, per far capire cosa provasse lui davanti alla resa della sua donna, della sua
Bimba. Come la chiama lui.
Il mio scopo, in quel momento, è stato convogliare la particolare esigenza di Thomas nel
dominare Rebecca, dimostrando quanto in un rapporto sentimentale si possa aggiungere un
po’ di perversione, miscelata all’amore, alla passione e al dovere di appagare, volente o
nolente, il personaggio dominante.
Il tutto condito con frecciatine, sensuali pretese, “piccole fette di torta” (chi l’ha letto lo
capirà), dolcezza e una causa di violenza che si trasforma in tutt’altro.


4) Come hai avuto l’ispirazione del libro?
Mi sono sempre piaciuti i generi erotici e d’amore, quindi ho preso un cliché (es. 50
sfumature) con un mio dubbio – non ancora risolto – e l’ho inserito nel romanzo, avendo
anche un argomento di fondo: la violenza.
Due di queste domande sono:
● Come può una donna che da bambina ha subito violenze innamorarsi di un uomo il
cui scopo è soddisfare solo le proprie esigenze?
● Come può trovare la differenza tra la violenza fisica e la pratica BDSM se entrerà a
far parte – relativamente – di questo rapporto?
Alcune blogger l’hanno considerato un romanzo non solo erotico ma anche profondamente
psicologico, e se mi avessero chiesto di scriverne uno le mie parole sarebbero state: «Che?
E come?»
Infatti, quando me l’hanno fatto presente ero sorpresa perché per crearne uno devi avere un
pensiero preponderante e “fisso” per entrare nella mente dei personaggi. Però è successo, e
ho tentato di “smussare gli spigoli”.

5) Cos’hai provato quando hai avuto il libro tra le mani?
La prima volta che l’ho tenuto tra le mani devo confessarti che non me lo sono goduto come
avrei voluto. Sono precisa e puntigliosa, quindi ero più preoccupata a cercare refusi che a
godermi la sensazione di vedere il mio primo libro stampato. Ma devo dire che me lo sto
gustando piano piano con le recensioni di ragazze alle quali non piaceva il genere però sono
state affascinate dai personaggi e dal metodo di scrittura. Non chiedermi come ci sia
riuscita!
Forse l’aver mescolato un argomento per certi aspetti crudele e insensibile con la dolcezza e
il sentimento che muta in Thomas nei confronti di Rebecca.


6)Stile di scrittura e generi di lettura.
Il mio stile è semplice. Data la mia semplicità e chiarezza ci tengo molto ad arricchire al
meglio con dettagli e particolari.
Attualmente oltre leggere generi ad alto tasso erotico, leggo anche quelli sulla crescita
personale, self-help e di business. Completamente opposti!


7)Scrittori preferiti?
I miei scrittori preferiti d’amore sono: Sylvia Day, Kristen Ashley, Jodi Ellen Malpas, Emma
Chase, Lora Leigh, J. L. Scott, Meredith Wild e altre.
Scrittori business: Mik Cosentino, Jim Rohn, Joe Vitale, Bob Proctor, T. Harv Eker, Napoleon
Hill, Jack Canfield e altri.


8)Altre passioni?
Oltre la lettura ascoltare la musica, guardare film e ballare caraibico.


9) Progetti futuri?
Al momento i progetti futuri saranno due storie con altre due coppie del mio primo esordio:
Un Indomabile Accordo.
Selene e Scott con amore, dolcezza, passione e perversione. Il passato di lei verrà a galla.
Caroline e Peter con amore, perversione, e rivalità. Il loro rapporto si complicherà e non
poco.


10)Vuoi aggiungere qualcosa?
Se in qualche modo ti ho ispirato, ti invito a scrivere i tuoi obiettivi su carta e porti una data di
scadenza. E se i tuoi obiettivi ti sembrano impossibili, ricorda: la parola impossibile è solo
nella tua mente. E se c’è qualcosa che ti blocca, i giudizi magari, tieni conto di una cosa:
non cercare il consenso degli altri. Quello è il tuo sogno – qualunque esso sia – e nessuno
può permettersi di dirigere la tua vita o spazzarlo via come se fosse insignificante. Se lo fa è
perché è invidioso e vuole che tu resti al suo livello e, anche se credi che lo facciano per il
tuo bene, la maggior parte delle volte non è così. Sono invidiosi dei traguardi che tu potresti
raggiungere se ti impegni, dove “loro” non sono riusciti o non hanno avuto la voglia o la
costanza di arrivare.
I risultati arriveranno col tempo, ma devi credere prima di vedere, e lo so che è difficile. Io ci
sto lavorando, però i libri di crescita personale mi hanno influenzato in meglio, e se il libro è
online, è grazie a quelli. Lascia andare la preoccupazione del “non farcela” e pianifica come potresti raggiungere il
tuo sogno. Arrivi a un certo punto che se fai le cose, perché questo diventi reale, la
preoccupazione scompare. Non dai spazio a essa di predominare la tua mente.
Il mio consiglio è di leggere anche quei libri di auto aiuto e crescita personale, sembra una
sciocchezza ma mi hanno salvato e mi hanno fanno capire che dovevo dare una “ripulita”
alla mia vita personale dalle persone che danneggiavano il mio stato d’animo. Serve per
toglierti da quel limbo. Con me ha funzionato, perché non tentare?


Ora ti saluto! Grazie per l’intervista!
Giulia Blanco.