Vento dall’Est di Chiara Albertini (Rizzoli)

Troppo difficile capire cos’è/ma penso che un ospite arrivi per me. Dove potrebbe portarti il vento se decidessi di ascoltarlo? Lungo quali sentieri nascosti e inaspettati potrebbe condurti, se ti affidassi a lui? C’è un vento per ogni stagione. E c’è un vento per le stagioni dell’anima… La storia di una madre e di una figlia, Tracey e Shannon, prende avvio sulla costa occidentale irlandese di qualche decennio fa e, attraversando le contee del Clare e di Limerick, giunge alla Londra dei giorni nostri. Una storia delicata, emozionante, fatta di segreti e rivelazioni, allontanamenti drammatici e ritrovamenti inaspettati: un lungo viaggio in più vite dove reale e immaginario si sovrappongono e si intrecciano, un complesso gioco di scelte dove il possibile e l’impossibile si fondono fra i richiami del passato e i riflessi del presente.

Recensione

Oggi voglio parlarvi del libro “Vento dall’Est” di Chiara Albertini, edito Rizzoli. Chiara Albertini è un’autrice bravissima che trasmette a chi legge delle emozioni fortissime. Vento dell’Est è un libro meraviglioso che coinvolge il lettore dalla prima all’ultima pagina.

La storia inizia nel 1972 a Cliffs of Moher sulle coste irlandesi quando la protagonista Tracy decide di farla finita, pensa che la sua vita sia insignificante e priva d’affetto. Così decide di compiere un gesto estremo: buttarsi da una scogliera. Per fortuna arriva Ben a salvarla, questo bellissimo ragazzo riesce a convincerla che il suicidio non sia la soluzione dei suoi problemi. Ben aiuta Tracy a superare questo triste periodo. La giovane donna ha un passato infelice: da bambina era splendida, amata e venerata dalla madre, ma trascurata dal padre: un uomo egoista che non l’ha mai voluta. Con Ben, Tracy impara a conoscere il vero amore. Insieme decidono di lasciare l’Irlanda per trasferirsi a Londra e dimenticare il passato. Vogliono ricominciano a vivere. Purtroppo, i loro progetti non andranno nel verso giusto, i loro piani saranno stravolti e il destino sarà crudele.

Vento dall’Est è un racconto d’amore, di verità e di vita. La scrittrice mette l’accento soprattutto sulla realtà che può essere crudele, dolorosa e insopportabile. La vita può essere dura e imparziale, tuttavia, non bisogna sprecarla, è un dono prezioso. Questo libro trasmette un messaggio chiaro: non bisogna mai cadere nell’odio, nel rancore, nei pregiudizi e nella cattiveria che è fondamentale fare del bene e aiutare il prossimo.

Un libro scorrevole, un po’ malinconico, coinvolgente e bellissimo che non può mancare nella nostra libreria.

Stelle ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Chiara Albertini

Classe 1980. Dopo aver conseguito la laurea in Lingue e letterature straniere a Bologna, frequenta un corso editoriale in “Tecniche di redazione: editing, correzione di bozze. Dalla carta al web.”. Ha all’attivo il saggio “Il Medioevo in giallo nella narrativa di Ellis Peters” (Kimerik-2011) e il romanzo “Nel cuore di una donna” (Narcissus – 2014)


Dettagli prodotto Ebook: 2.99 euro

  • Dimensioni file : 645 KB
  • Lunghezza stampa : 126 pagine
  • Word Wise : Non abilitato
  • Editore : RIZZOLI (28 ottobre 2016)
  • Da testo a voce : Abilitato
  • Screen Reader : Supportato
  • Miglioramenti tipografici : Abilitato
  • Lingua: : Italiano

L’Intervista – Chiara Albertini

  • Ciao Chiara ti chiedo di presentarti ai miei lettori

Grazie innanzitutto per avermi concesso questo spazio letterario. Classe 1980, vivo e lavoro a Cervia, in provincia di Ravenna, sulla costa romagnola. Ho intrapreso gli studi letterari universitari a Bologna, laureandomi in Lingue e letterature straniere (indirizzo storico-culturale, e dopo alcuni anni ho conseguito il diploma di “Editor e correttore di bozze. Dalla carta al web”.

  • Quando è iniziata la tua passione per la scrittura?

Il mio approccio al mondo narrativo è combaciato si può dire dopo il conseguimento della laurea e la pubblicazione della tesi di laurea convolata nel saggio intitolato Il Medioevo in giallo nella narrativa di Ellis Peters (Kimerik, 2011).

  • Parlaci del tuo romanzo/dei tuoi romanzi

Le mie opere sono contraddistinte da una vena intimista, da un focus introspettivo, per cui nascono dall’intimo e profondo bisogno di scandagliare l’animo umano a 360 gradi, attraverso una lente di ingrandimento che possa indagare tutte quelle dinamiche universali e quei processi evolutivi e di vita che appartengono da sempre all’uomo, concepito sia come singolo individuo colto nelle sue peculiarità e nella sua complessità e contraddittorietà, sia in relazione con gli altri individui con cui si rapporta di volta in volta e con il mondo circostante in cui vive.

  • Come hai avuto l’ispirazione del tuo romanzo/dei tuoi romanzi?

L’ispirazione avviene costantemente in modo differente, ovvero non segue una linea guida predefinita. La concepisco come fosse un impulso irrefrenabile, un riflesso dell’istinto più intimo e nascosto che possediamo, simile a una sorta di scossa elettrica che può essere generata da una particolare atmosfera o suggestione, da un ricordo recente o lontano, da un dettaglio o un oggetto specifico, da una scena a cui capita di assistere, o anche da una parola o più parole lette o ascoltate.. per me l’ispirazione è come vivere il “miracolo” di un arcobaleno in quei brevi istanti che hai la fortuna di poterlo scorgere: si manifesta, lo vivi e ne assorbi all’istante tutto il potere e l’influsso che è capace di donarti..

  • Cos’hai provato la prima volta che hai avuto un tuo romanzo fra le mani?

La sensazione tattile e visiva nel momento in cui tocchi con mano e il tuo sguardo assorbe tutta la verità che trasuda dal libro cartaceo è un qualcosa di puramente magico, inebriante ed estremamente piacevole.. bisogna semplicemente viverla, le parole non rendono giustizia a sufficienza per descrivere questa sensazione, a mio parere.

  • Raccontaci del tuo stile di scrittura e quale genere letterario preferisci per il tuo romanzo/i tuoi romanzi.

Cerco di rivelare uno stile fluido e scorrevole, dove le parti descrittive, narrative e dialogate possano trovare un costate equilibrio fra loro, di avvalermi di una prosa semplice e diretta, che vada al cuore delle cose, ma che sia comunque venata a tratti da una forma di lirismo. Il genere lo identifico con quello appartenente alla narrativa generale/contemporanea, in quanto i miei romanzi sono incentrati su storie di vita, legami famigliari e non di ogni natura, nei quali il lettore possa identificarsi in toto o in parte.

  • Chi è il tuo scrittore preferito? Perché?

In ambito narrativo italiano, amo Elena Ferrante e Margaret Mazzantini: ciò che ho provato con loro leggendole è per me ancora difficile da rivivere al momento attraverso altre penne; in quello straniero, invece, prediligo Virginia Woolf e Khaled Hosseini. Sono tanti gli autori, tante le scrittrici in realtà a cui potrei dare voce, perché apprezzati molto, ma devo restringere il campo e citare solo quelli che mi hanno toccato maggiormente le corde dell’anima.

  •  Hai altre passioni?

Adoro ogni forma artistica di espressione e linguaggio umani, tra cui la musica in primis, la pittura, il disegno, il cinema e il teatro.

  • Puoi svelarci i tuoi progetti letterari futuri?

Sono impegnata al momento nella stesura del quarto romanzo e ho alcuni sogni (nel cassetto? No..) esposti ben in vista sulla mensola legati alle mie prime opere, tra cui la trasposizione cinematografica del mio secondo romanzo Vento dall’Est (Rizzoli, 2016).

Sito vendita dei tuoi libri: Amazon, Feltrinelli, Mondadori, Rizzoli, Ibs..

Facebook: pagina letteraria Sentieri dell’anima ( @animasentieri ) e profilo personale Chiara Albertini

Instagram: @albertinichiara

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Grazie mille Nadia!

Per l’intervista potete scrivermi a nadia-arnice@hotmail.com