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Delitto in Arena di Federica Leva

TITOLO: Delitto in Arena

GENERE: Cozy mystery, con una investigatrice amatoriale che affianca il seducente (ma insopportabile) commissario nella risoluzione di un caso di omicidio. Non mancano anche parti romantiche, più femminili, da contemporary romance (non si tratta né di un thrillerone glaciale né di un noir).

Lunghezza: 380 pagine

Venduto da Amazon in ebook, Ku e cartaceo.

A tutte le lettrici che amano gli intrighi,

qualche delitto

e il brivido dell’amore!

Quando un famoso soprano viene trovato morto nel suo camerino, nell’Arena di Verona, i sospetti cadono sulla sua sostituta, la giovane Desirée Chevalier. Ma Desirée è decisa a dimostrare la propria innocenza e inizia a indagare da sola, anche a costo di scontrarsi con l’affascinante, ma glaciale, commissario a capo delle indagini, Manuel Sartori.

Quale segreto si nasconde nei camerini dell’Arena? Chi è l’uomo che segue Desirée per la città e che forse cerca perfino di ucciderla, durante uno spettacolo? Il giovane soprano potrebbe aver visto qualcosa, la notte del delitto, ma è solo per questo che qualcuno la vuole morta?

Protetta da Sartori, che si muove per difenderla ogni volta che si mette nei guai, Desirée scava in un mondo ostile, fatto di passioni, rivalità e ricatti, arrivando a svelare un intrigo che non avrebbe mai sospettato.

La vita è un palcoscenico spietato, chérie…

UN ESTRATTO

Era tempo di scoprire qualcosa di più, sulla sospettata, e di farla cadere in contraddizione. Magari, perfino di farla crollare.

Si appoggiò con disinvoltura allo schienale di legno della sedia. «Andava d’accordo con la vittima?» indagò.

«No. Nessuno andava d’accordo con lei.»

Le sopracciglia di Manuel scattarono verso l’alto. Non si era aspettato una risposta così brusca, così sincera.

«Come mai?»

«Aveva un talento raro e ne era consapevole» Desirée sollevò la tazzina con il tè, ancora caldo, e bevve un sorso. «E in nome di quel talento, si sentiva autorizzata a calpestare chiunque lavorasse con lei.»

Abbassò la tazza, un gesto lento, seduttivo, e Manuel provò un fremito. Piccola intrigante! Distolse lo sguardo dalle sue labbra, carnose e inumidite dal tè. Le aveva bagnate apposta, la strega, per cercare di distrarlo dall’indagine? Ah, ma non sapeva con chi aveva a che fare, quella sfacciata canterina!

«Con chi è stata arrogante, la Melnikova?» domandò, la

voce ruvida come un ruggito.

«Con tutti, o quasi. L’ho sentita polemizzare con il regista e il tenore, ma era prepotente soprattutto con chi riteneva inferiore.»

«E considerava inferiore anche lei?»

Desirée esitò, in difficoltà, e strinse la tazza tra le mani. Stava cercando conforto perché non sapeva come rispondere, o perché qualche ricordo la turbava? «Non mi ha risparmiato parole sgarbate, da quando sono entrata nel cast» confessò.

«L’ha insultata anche questa sera?»

«Sì, prima dello spettacolo.»

«E lei come ha reagito?»

«Non ho raccolto le provocazioni e me ne sono andata» Il suo sguardo si fece quasi duro. «Ci sono testimoni che possono confermarlo.»

«E ci sono anche testimoni che possono giurare che non sia stata lei a ucciderla, dopo lo spettacolo?»

Lei sembrò trattenersi dall’insultarlo. «Ero al rinfresco, quando è stata strangolata!» gli ricordò.

Strozzata, non strangolata. «Ma è stata lei a trovarla. Un caso curioso, non trova?» E ora ti racconto com’è andata, bellezza. «Era arrabbiata, forse anche furiosa per il successo della sua rivale. Un successo che sarebbe stato suo, se le avessero permesso di cantare. Come non capirla, se ha voluto togliere di mezzo un fastidioso intralcio che si frapponeva tra lei e una sfolgorante carriera?»

«Commissario» Una mano che stringeva la tazza era quasi bianca, tant’era tesa. «Se i sostituti andassero in giro ad ammazzare i titolari, al mondo non ci sarebbero più cantanti da un bel pezzo!»

A Manuel sfuggì un sorrisetto. «Quale devastante perdita, per il mondo dell’arte» commentò, sprezzante. «Perché, per voi, questa è arte, non è vero?»

Lei lo fulminò con un’occhiata. «È arte, commissario, e mi dispiace che non abbia abbastanza sensibilità da comprenderlo!»

«Ma ne ho abbastanza da capire che una persona arrabbiata e delusa possa uccidere, magari in preda a un impulso. Non

tutti gli omicidi vengono pianificati nel tempo.»

«Lei vaneggia!»

«Le piacerebbe, vero?» Manuel intrecciò le mani sul tavolo, senza distogliere lo sguardo dal suo. «Ma, forse, in questi anni ho semplicemente imparato a conoscere l’animo umano meglio di lei.»

Desirée si raddrizzò sulle spalle, un gesto risoluto. «Non ho ucciso io la Melnikova!» dichiarò. «Non ho l’abitudine di ammazzare le titolari delle opere in cui vengo scritturata!»

Forse era vero, ma…

«Prima d’ora non era mai stata chiamata in un teatro così importante, vero?»

«Si sbaglia, ho cantato anche a…!»

«…E venire qui, senza potersi esibire… Che inaccettabile spreco!»

Quando era entrato nel camerino, poco prima, Desirée era pallida e spaventata. Un cucciolo bagnato, senza voce. Adesso, era arrossata e furiosa.

«Cerchi altrove il suo colpevole, sceriffo!» gl’intimò, sporgendosi verso di lui. «Cerchi moventi validi e prove. Soprattutto prove! Io ho solo avuto la sventura di trovare il corpo senza vita della Melnikova, e soltanto perché il maestro Heller mi ha ordinato di sollecitarla a non tardare ancora. Qui dentro, dopo la calata del sipario, c’è stata una grande confusione. Le altre cantanti si sono cambiate e sono uscite presto, ma lei si è trattenuta in camerino più a lungo. Parli con le sarte, con il suo compagno, con gli ammiratori. Le hanno portato tanti fiori, c’era il camerino pieno, quando ho aperto la porta. Potrebbe essere stato uno dei suoi visitatori, a ucciderla.»

«E lei dove è stata, mentre le sue colleghe si cambiavano e ricevevano fiori?»

Biografia e altri romanzi

Medico e psicoterapeuta. Ha all’attivo numerose partecipazioni a premi letterari fantasy e mainstream, con una trentina di premi conseguiti e una dozzina di primi posti. Ha pubblicato numerosi articoli e racconti su riviste, fanzine e antologie di genere.

Il racconto Sacrilege (2012) è stato pubblicato in inglese dalla casa editrice Inkbeans di Los Angeles nell’antologia The Gage Project, mentre il racconto L’ultima notte di San Valentino è stato tradotto in spagnolo, inglese, francese, russo e portoghese.

Il romanzo fantasy Echi dalle Terre Sommerse, (2014, Sereture Ed.), è in commercio, oltre che in Italia, anche nei paesi di lingua spagnola.

Il romanzo Cantico sull’oceano (Edito in precedenza dalla NPlibri, 2006, e dalla Sesat Ed., 2013, e ora edito come self) è disponibile anche in spagnolo.

Nell’agosto 2016 ha pubblicato il romanzo Animato con fuoco, edito in precedenza dalla Zecchini Ed. con il titolo Radici di sabbia (2002).

Nel novembre 2016 ha pubblicato il romance contemporaneo Bugiardo per amore.

Nel giugno 2017 ha pubblicato il romance contemporaneo Brucia per me.

Nell’autunno 2017 ha pubblicato sotto pseudonimo un racconto dedicato al Ciclo Bretone e, con il suo nome, un racconto umoristico, La Sindrome di Amadio.

Nel marzo 2018, ha pubblicato il romance contemporaneo Incendiami l’anima e nell’ottobre dello stesso anno il romance contemporaneo Irraggiungibile.

Nel 2019, ha pubblicato un romance sotto pseudonimo.

Nel dicembre 2019, ha pubblicato la fiaba Cenerentola e la scarpetta di cristallo con illustrazioni di Aurora Stella, disponibile in vaie lingue.

Nel 2020 ha pubblicato un libretto interattivo per bambini: Creiamo insieme il cielo stellato, il libretto Impara a scrivere con i colori, e il romance contemporaneo Un vicino… very hot!

É stata membro di giuria e presidente di vari concorsi letterari, tra cui Artenuova (Genova), QuiEdit (Verona) e Piero Chiara (Varese).

Gestisce un blog letterario in cui presenta romanzi self ed editi da CE di altri autori (www.iromanzisiraccontano.it) e un suo blog personale.

Uno per tutti tutti per un uno di Brigitte Weninger e Ève Tharlet (Nord-Sud)

Il topolino Tango è abbastanza grande per girare il mondo. Così lascia la sua famiglia e si mette in cammino. Tango è speciale, perché zoppica e cade in continuazione, e per strada incontra amici speciali come lui: una talpa mezza cieca, una rana quasi sorda, un riccio fifone… Età di lettura: da 3 anni.

RECENSIONE

Oggi voglio parlarvi del libro “Uno per tutti tutti per un uno” di Brigitte Weninger. Una storia molto carina che ho letto assieme a mia figlia.

Tango è un topo diverso dagli altri perché zoppica e cade in continuazione, e per strada incontra amici speciali come lui: una talpa mezza cieca, una rana quasi sorda, un riccio fifone.

Una storia che tratta un tema importante: la diversità. Anche chi è diverso può fare grandi cose!

STELLE ⭐️⭐️⭐️⭐️

Dettagli prodotto Cartaceo:

  • Editore ‏ : ‎ Nord-Sud (23 marzo 2006)
  • Lingua ‏ : ‎ Italiano
  • Copertina rigida ‏ : ‎ 24 pagine
  • ISBN-10 ‏ : ‎ 8882037703
  • ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8882037703
  • Peso articolo ‏ : ‎ 381 g
  • Dimensioni ‏ : ‎ 22.5 x 1 x 29.7 cm

Lasciare il segno di Rita Casadio


Titolo: Lasciare il segno
L’arte di indicare la via.
Autrice: Rita Casadio.
ASIN : B098S412TH
Editore : Independently published (6 luglio 2021)
Lingua : Italiano
Copertina flessibile : 156 pagine
ISBN-13 : 979-8532700086
http://www.meditationlounge.it
Link d’acquisto:
https://www.amazon.it/LASCIARE-SEGNO-ISPIRAZIONISUGGERIMENTI-TRASFORMAZIONE/dp/B098S412TH


Trama:
Una guida pratica e appassionata che svela i segreti per insegnare nel
mondo dello yoga e delle pratiche olistiche. Un utilissimo strumento che
non si avvale di teorie, ma suggerisce pratica ed esperienza e dà un senso e
un significato profondo all’arte di insegnare.
È necessaria una lunga e intensa ricerca interiore per poter trasmettere gli
insegnamenti ricevuti e occorre aver maturato quella consapevolezza e
quella chiarezza essenziali per affinare l’intuito e realizzare la propria
missione.
Insegnare non può essere una semplice visione mentale: è uno stato
dell’essere, più vasto e profondo, che si nutre di un forte intento a guidare
l’altro, con fiducia, per un tratto di strada a volte breve altre volte più
lungo, verso la trasformazione e la ricerca della felicità.


Estratti:
Negli anni ’80, maestri spirituali di antica tradizione induista e buddista, e
non solo, continuavano a diffondere
i loro insegnamenti così come avevano fatto a partire dagli anni ’50 in
tutto l’Occidente.
Ne ho seguito la scia, ho cavalcato l’onda e mi sono lasciata
condurre, con curiosità e desiderio di conoscenza, dalle diverse correnti e
scuole di pensiero che affollavano il mondo della spiritualità.
Ho frequentato accademie, ritiri, seminari, ma anche cantine e case private
dove si sperimentava, si approfondivano le esperienze, si discuteva sul
senso della spiritualità
e sul valore dello yoga; ho speso molte notti a condividere gli
insegnamenti e ricercare nuovi orizzonti.
In quegli anni, ho sperimentato centinaia di pratiche per il corpo e la
mente, per favorire il benessere e ho affinato la conoscenza delle
metodologie utili nel campo
relazionale. Nel tempo ho continuato a studiare e sperimentare in Italia, in
Europa e nel mondo.
Nel corso degli ultimi quindici anni, centinaia di persone hanno
frequentato i miei corsi, le mie classi e le mie lezioni di yoga, meditazione,
movimento e corpo, respiro
e consapevolezza, sia in gruppo che con sessioni individuali.
Ho cercato di comprendere in quale modo ciascuno di noi convive con il
proprio dolore e la propria sofferenza, ho esplorato come l’istinto alla
sopravvivenza, ogni
giorno, ci guida con una forza gentile e tenace, tracciando sul nostro
cammino nuove possibilità. Ho imparato come sia facile e abitudinario
remare contro i nostri migliori
intenti.

Dal Kundalini Yoga di Yogi Bhajan, così come da altre tradizioni yogiche,
ho appreso l’importanza della pratica: la sadhana, la pratica quotidiana, si
pratica tutti i
giorni e per un tempo che va ogni volta dai quaranta ai novanta giorni, fino
a centoventi giorni. Secondo la scienza yogica del Kundalini Yoga, la
mente
umana funziona a cicli, possiamo quindi utilizzare i diversi cicli per
sostituire schemi di comportamento indesiderati con altri nuovi e più
positivi.
Occorre un impegno costante e duraturo: quaranta giorni per cambiare
un’abitudine, novanta giorni per confermare un’abitudine nuova,
centoventi giorni per
far sì che la nuova abitudine sia parte integrante di noi e del nostro
quotidiano.
Nei primi quaranta giorni la pratica fisica sollecita il subconscio alla
liberazione dei pensieri e degli schemi emotivi che ostacolano il nostro
fluire nella vita; una
buona meditazione praticata ogni giorno spezzerà i vecchi schemi e
libererà il subconscio dalle trappole della ripetizione abitudinaria,
portando energia nuova e nuove attitudini.
Dopo i novanta giorni di pratica della stessa meditazione, una nuova
abitudine si confermerà mettendo le sue radici, mentre i vecchi schemi si
frantumano, ma occorre continuare la pratica fino a centoventi giorni
affinché le nuove radici siano ben salde e le nuove abitudini di più ampio
respiro abbiano preso il sopravvento.

Nel tempo ho visto le mie ombre e le ho riconosciute.
È stato un processo lungo e faticoso, ma un profondo senso di
responsabilità verso me stessa e verso l’altro non mi ha consentito di fare
altrimenti.
Nel passato insegnare ha colmato il mio senso di solitudine e il vuoto
intorno a me. Circondarmi di persone che mi ascoltavano mi faceva
sentire più viva e meno sola.
Oggi insegno perché restituire la mia conoscenza e la mia esperienza
mi rende una persona appagata e serena. Quando insegno mi chiedo:
‘Cosa sto insegnando?’, ‘Come sto insegnando?’, ‘Perché lo sto
insegnando?’ Queste domande creano un momento di sospensionecontemplazione che mi riporta in uno spazio di ascolto profondo dal quale
fluisce un movimento interiore, un piccolo spasmo, che senza parole mi
indica la risposta.
….
L’inaspettato arrivo del Covid-19 ha sconvolto i nostri paradigmi e le
nostre certezze creando paura, ansia e sfiducia.
Il personale medico e paramedico al quale sono mancati il supporto e il
materiale sanitario necessari, le famiglie con i bambini chiusi in casa e
l’impossibilità di andare a lavorare, le persone sole durante il lungo
inverno, la scomparsa dei nostri cari, il non poter commemorare i nostri
morti e, in alcuni casi, non poter dar loro una giusta sepoltura, sono solo
alcuni degli aspetti vissuti che hanno lasciato segni indelebili in ciascuno
di noi.


Biografia:


Rita Casadio è insegnante di meditazione esperta di pratiche olistiche,
istruttrice di Hatha Yoga e Kundalini Yoga. Ha competenze di Counselor
relazionale con orientamento al benessere fisico e emozionale della
persona, costellazioni familiari e danza terapia. Ha fondato a Milano
Meditation Lounge (www.meditationlounge.it), studio di yoga e
meditazione dove da oltre dieci anni conduce classi individuali e classi on
demand, seminari e workshop. Insegna in Italia, Germania e
Fuerteventura-Spagna. Ha contribuito alla diffusione in Italia della Danza
dei 5Ritmi e dello Shakti Yoga, organizza eventi per promuovere
consapevolezza e benessere integrale. Collabora con studi medici e
aziende e scrive articoli su argomenti di yoga e salute per blog e riviste.
Contatti social:
https://www.facebook.com/rita.casadio.35
https://www.facebook.com/YogaMeditazioneMilano
@ritacasadio2021

Bloodsuckers di Giusy Moscato

Titolo: Bloodsuckers
Serie: Beauty and the Wolf #2.5
Autore: Giusy Moscato
Genere: Urban Fantasy
Editore: self publishing
Pagine: 150
Uscita: 17 settembre 2021
Prezzo: ebook 1,49 euro; cartaceo 9,90 euro
Link d’acquisto: https://www.amazon.it/dp/B09FTN78GW/


Strillo
Il vero volto del nemico.

Vincent ha ucciso Valerie. L’ha resa come lui, una vampira, poi l’ha abbandonata. È tornato due anni
dopo per avere la sua vendetta sul branco di lupi mannari di Duluth.
Che cosa ha fatto nel frattempo? Come ha messo in piedi il suo esercito?
La storia di Beauty and the Wolf e Beast Inside dal punto di vista dei vampiri. Uno sguardo inedito ai
cattivi della serie.


L’autore
Giusy Moscato è nata nel 1991 a Cefalù, cittadina turistica siciliana dove vive tuttora. Dopo aver
conseguito la laurea in Traduzione per le relazioni internazionali, ha frequentato un Master in
Traduzione Audiovisiva presso la Scuola Superiore per Mediatori Linguistici di Pisa. Si è
appassionata alla scrittura già ai tempi della scuola elementare e ha proseguito negli anni, dedicandosi
alla poesia prima e alla prosa poi. Dopo aver lavorato sul romanzo d’azione con “Kunoichi Sen” ed
essersi sperimentata con i racconti romance con “Se fosse amore?”, torna al suo genere preferito, il
fantasy, con la serie “Beauty and the Wolf”, il cui primo volume ha già ottenuto un discreto successo
su Wattpad

Zannette rosse di Beatrice Masini (Edizioni EL)

Hortensia, rimasta all’improvviso senza genitori, viene spedita dallo zio nella campagna inglese. Esplorando i dintorni della dimora incontra due ragazzini molto pallidi, dagli abiti antiquati e polverosi, che hanno fame e sete di una cosa sola: sangue. Una storia di vampiri, però da ridere, con qualche succulento assaggio di cucina italiana. Età di lettura: da 6 anni.

RECENSIONE

Oggi voglio parlarvi del libro “Zannette Rosse” di Beatrice Masini. Mi piacciono molto queste storie di Edizione EL, la serie è divertente e le illustrazioni molto carine.

Hortensia è una bambina orfana che si ritrova a vivere con lo Zio nelle campagne inglese. Esplorando i dintorni la ragazzina trova una torre in cui risiedono da millenni due fratellini. Sono vampiri e si nutrono di sangue!

Mia figlia di 9 anni adora queste collane di Beatrice Masini, ha letto diversi suoi libri e le piacciono moltissimo!



STELLE ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️


Dettagli prodotto Cartaceo: 5.53 euro

  • Editore ‏ : ‎ EL (13 settembre 2011)
  • Lingua ‏ : ‎ Italiano
  • Copertina flessibile ‏ : ‎ 96 pagine
  • ISBN-10 ‏ : ‎ 8847728150
  • ISBN-13 ‏ : ‎ 978-8847728158
  • Peso articolo ‏ : ‎ 159 g

Chi di rosa ferisce di Daniela Saviozzi (Blueberry Editore)

Titolo: Chi di rosa ferisce

Autrice: Daniela Saviozzi

Genere: Romance Contemporaneo

Uscita: 20 Settembre 2021 (no prevendita)

Prezzo: promo a 0,99 poi 2,99 euro

Casa Editrice: Blueberry Edizioni

Pagine: 270 circa

Il matrimonio di mia sorella Sara è alle porte e siamo tutti impegnati con gli ultimi dettagli. Sostenere la sposa nei suoi sbalzi d’umore sta diventando un’impresa, per non parlare del fatto che io, Giada Celli, non abbia uno straccio di fidanzato da un secolo. Non che me ne vergogni, ma dato che sarò costretta a passare un’intera giornata al fianco del mio ex a questo evento, presentarsi con un bel fidanzato poteva essere un modo per dimostrare che a me, di LUI, non importa più niente. Solo, non avevo previsto alcuni piccoli dettagli: lo sfarfallio nello stomaco nel rivederlo dopo anni? La mia goffaggine che sfiora punte disarmanti ogni volta che è nei paraggi? Senza dimenticare la spilungona bionda in rosa shocking con cui LUI ha avuto la brillante idea di presentarsi. Quante probabilità ci sono che io ne esca intera? E poi, quel sentimento che ci legava, si è davvero esaurito? Non vi resta che scoprirlo insieme a me nella settimana più delirante della mia vita in cui dovrò fare i conti con imprevisti, una sposa ansiosa, idee bizzarre e cascate di cuoricini rosa, il colore più odiato da chi come me ha chiuso con l’amore. Oppure no?

Era l’11 settembre di Mirko Tondi (NPS Edizioni)

Titolo: Era l’11 settembre

Autore: Mirko Tondi

Editore: NPS Edizioni

Genere: narrativa

Prezzo: 10 euro (cartaceo) / 3 euro (digitale)

Formato: cartaceo e digitale

Pagine: 152

ISBN: 978-88-31910-422 (cartaceo) / 978-88-31910-439 (ebook).

Data di uscita: 15 settembre 2021.

Amazon: https://www.amazon.it/Era-l11-settembre-Mirko-Tondi/dp/8831910426/ NPS Edizioni: https://www.npsedizioni.it/p/era-l11-settembre-mirko-tondi/

Disponibile su tutti gli store di libri e ebook e in libreria (distribuzione Libro.co) e sul sito NPS

Quarta di copertina:

È l’11 settembre 2001, quando gli aerei si schiantano contro le Torri Gemelle e il Pentagono. In quello stesso momento, dall’altra parte del mondo, Nando Barrella vive la sua personale tragedia: suo figlio muore in un incidente stradale. Da allora non si dà pace, convinto di averlo portato lui alla morte.

Anni dopo, quando è in procinto di compiere ottant’anni, Barrella chiede a un ghost-writer di scrivere la sua storia: il normale rapporto di lavoro tra cliente e professionista genera un’intimità tale da far scoprire a entrambi qualcosa su loro stessi. Un cammino di espiazione e rivelazione, che si snoda tra eventi pubblici e privati, rimpianti e memorie scomode, accompagnato da fitte citazioni musicali, artistiche e cinematografiche, quasi l’arte potesse ordinare il caos delle loro vite.

Mirko Tondi regala al lettore un romanzo intimista e psicologico attraverso cui rileggere, in una visione nuova e profonda, l’evento che cambiò il mondo.

Prefazione di Leonardo Sacchetti.

Postfazione di Massimiliano Bellavista.

Estratto:

Credo che perdere un figlio significhi essere uccisi in maniera lenta e studiata dal boia invisibile dell’autoannientamento; eppure la tortura, per quanto lunga e crudele, lascia solidificare la consapevolezza di averlo perso. Da una parte il dolore distrugge e dall’altra l’accettazione costruisce, come due popoli antitetici, separati da un muro. Poi, un giorno, quel muro crolla e le due cose coincidono.

Biografia autore: Mirko Tondi

Nato a Firenze nel 1977. Per i suoi racconti ha ricevuto menzioni speciali e segnalazioni dalla giuria di premi nazionali (Premio Troisi, 2005; Premio Castelfiorentino, 2014), oltre all’inserimento in riviste (Con.tempo, Streetbook, A few words) e in varie antologie (fra queste, i Gialli Mondadori nel 2010, Nelle fauci del mostro per Felici Editore nel 2016, Le province in giallo per Edizioni Effigi nel 2019).

Tra i suoi libri, il romanzo Istruzioni di fuga per principianti (Caffèorchidea, 2017) e il saggio sul cinema Ricomincio da Firenze (Edizioni Il Foglio, 2020). Cura le rubriche “Brandelli di uno scrittore precario” per la rivista Il Foglio Letterario e “Anatomia di un racconto” per toscanalibri.it. Ha una qualifica di redattore editoriale ed è docente di corsi e laboratori di scrittura, per adulti e bambini.

I suoi contatti:

Blog: https://mirkotondi.wordpress.com

Sito: http://www.mirkotondi.com