L’intervista a Massimo Algarotti

Oggi vi propongo l’intervista allo scrittore Massimo Algarotti

1– Ciao Massimo Algarotti ti chiedo di presentarti ai miei lettori

Buongiorno a voi e innanzitutto grazie per lo spazio concesso. Sono Massimo Algarotti, comasco trapiantato a Milano. Sono uno scrittore al mio secondo romanzo, pubblicato da pochi mesi con ODE edizioni

2- Quando è iniziata la tua passione per la scrittura?

Alle medie, per caso, quando la professoressa di italiano ci chiese di scrivere un tema sulla seconda guerra mondiale. In quel momento ho capito che le parole avevano una forza immensa. Poi ovviamente la passione si è sviluppata negli anni anche in diversa natura. Le poesie, testi liberi e poi, solo nel 2018 in un primo romanzo.

3- Parlaci del tuo romanzo/dei tuoi romanzi

Come dicevo, da pochi mesi è uscito il mio secondo romanzo intitolato “L’Astronauta dal cuore di stagno”. Tratta il delicato tema del lutto perinatale ed è ispirato ad una storia vera, ovviamente romanzata per rispettare la privacy delle persone. E’ un libro molto “potente” ma al tempo stesso delicato.

4– Come hai avuto l’ispirazione del tuo romanzo/dei tuoi romanzi?

Scrivere per me è l’ultimo passaggio dopo un lavoro molto lungo. Un lavoro fatto di riflessioni, spunti, idee, bozze. Scegliere il tema da trattare, la storia da raccontare, il modo in cui farlo è difficilissimo e necessito di mesi, se non di anni, prima di iniziare davvero a scrivere: quando parto con la prima stesura vuol dire che ormai il grosso è fatto.

5– Cos’hai provato la prima volta che hai avuto un tuo romanzo fra le mani?

E’ stato strano, perché arrivavo da un momento delicato. Il mio primo romanzo parlava dei rapporti umani e in particolar modo dei rapporti tra genitori e figli. Da poco avevo perso mio padre e da poco era nato mio figlio. Trovarmi quel libro in mano ha rappresentato la chiusura di un periodo difficile e pregno di emozioni.

6- Raccontaci del tuo stile di scrittura e quale genere letterario preferisci per il tuo romanzo/i tuoi romanzi.

Tendo a concentrarmi poco sugli eventi e molto sullo stato psicologico ed emotivo dei personaggi. Non mi interessa la cronaca, perché preferisco dare risalto al mondo interiore delle singole persone. Mi appassionano le dinamiche, i conflitti interni, il non-detto.

7- Chi è il tuo scrittore preferito? Perché?

Difficile sceglierne uno. Adoro Baricco, Camilleri. Ma se c’è uno scrittore che mi fa davvero impazzire è Lorenzo Licalzi, contemporaneo. Ha una scrittura così semplice che non puoi emozionarti, divertirti, commuoverti. E’ straordinario.

8– Hai altre passioni?

Adoro passare il tempo con mia moglie e con mio figlio, ascoltare musica, leggere. Purtroppo il tempo libero è sempre troppo poco per riuscire a fare tutto ciò che desidereremmo.

9- Puoi svelarci i tuoi progetti letterari futuri?

Sto lavorando al terzo romanzo che tratterà il delicato tema dell’immigrazione. E’ un tema che purtroppo porta la nostra società ad un importante scontro di opinioni. Purtroppo ormai tendiamo a non riconoscere più le persone in quanto “umane” ma semplicemente a classificarle in categorie e se ce n’è una che non sopporto è quella legata all’aggettivo “clandestino”. Nessun uomo è clandestino.

10- Vuoi aggiungere qualcosa?

Voglio solo ringraziare chi legge, non solo i miei libri, ma in generale. La cultura porta ad un mondo migliore.

Grazie Massimo!

Grazie Nadia!

Pubblicato da

Nadia Arnice Autrice

Autrice, blogger, illustratrice e poetessa :)

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