Titolo: Codice Redox la sesta compagnia

Autore: Betta Zy
Genere: Narrativa
ISBN: 8894515168
Data pubblicazione: marzo 2021
Editore : Carpa Koi
© 2021 Edizioni Carpa Koi

Siamo soli nell’universo? O invece da qualche parte esistono altre forme di
vita intelligente? Soltanto Sasha Radislav, l’uomo che ha quasi ucciso Hitler,
conosce la risposta, ma sa anche che certe cose è meglio tenerle segrete.
Anni dopo, però, l’omicidio di una giornalista rischia di portare alla luce
l’esistenza di una vita extraterrestre, esseri superiori che il Terzo Reich aveva
prima idolatrato, e in seguito provato a sottomettere per impadronirsi di armi e
di ricchezze con le quali prepararsi a una nuova guerra. Tra complotti politici
e misteriosi omicidi, Betta Zy ci racconta una differente versione della storia,
dalla seconda guerra mondiale fino ai giorni nostri, in cui le razze aliene sono
insediate sulla terra e vivono nascoste in mezzo a noi.


http://www.bettazy.com
Book trailer https://www.facebook.com/BettaZyAutrice/videos/1214519132359824


Estratti:
“A Berlino, nell’aprile del 1945 il generale tedesco stava dormendo nel suo
alloggio quando un boato terribile rimbombò nella notte. All’esterno del
bunker, il clangore dei panzerfaust si mescolava ai botti dei Gewer43 e delle
pistole mitragliatrici che rigurgitavano colpi come fossero bestie infernali. Il
frastuono arrivava nel sotto-suolo come una pioggia di colpi sordi. Il Generale
si svegliò di soprassalto e iniziò a correre lungo i cunicoli del bunker
sotterraneo. Arrivato davanti alla porta la spalancò senza bussare: «Mein
Führer! Berlino è sotto attacco. I russi sono vicini. Deve lasciare subito la
città».
Il Führer si alzò dal letto cercando di non fare rumore ma la donna accanto a
lui aprì gli occhi, guardandolo senza parlare. «Eva, torna a dormire» disse.
Ma lei non gli diede ascolto, e si rivolse direttamente all’altro uomo.
«Generale, com’è la situazione?» chiese. «Grave, signorina Braun. Si stanno
avvicinando e…» «E noi li cacceremo, dannazione!» s’intromise il Führer.
«Siamo o non siamo il Terzo Reich?». Adolf Hitler non era pronto a cedere.
«Generale, riunisca gli altri. Prepariamo la controffensiva. Li distruggeremo».
«Adolf, ho paura». Eva Braun guardò il Führer con devozione prima di
proseguire: «Ma so che vinceremo. Ne sono certa».
Lui la guardò, galvanizzato dalle sue parole: «Allora preparati. Presto ci sarà
una festa. Porterò la Germania più in alto di tutti i Paesi al mondo e allora ti
vorrò con me». Lei lo guardò, incerta sul fatto di aver compreso bene le sue
parole.
«Allora, Frau Braun? Cosa rispondi?» «Sì, sì. Sarò con te quando succederà,
mein Führer».
…”
“All’oscuro di ciò che stava accadendo nelle profondità dell’Antartide, Il capo
della CIA Allen Dulles attendeva di essere ricevuto dal Presidente Truman. La
sala d’aspetto era fin troppo sfarzosa per i suoi gusti, ma dopo un po’ si
scordava dov’era, come fosse uno di casa.
Nell’aria regnava un silenzio quasi religioso. Allen Dulles si convinse che
chiunque fosse passato per quella sala prima di lui, ci avesse pregato per
almeno due minuti. “Forse dovrei farlo anche io” pensò con sgomento. Le
preoccupazioni del suo Presidente sembravano non aver mai fine, e adesso
toccava a lui portargli le ultime notizie, che non erano esattamente buone. Il
Presidente Truman doveva prepararsi a far fronte a una situazione difficile, e
lui sapeva quanto poteva essere imprevedibile a volte. Da un lato sperava di
non coglierlo impreparato, ma vista la situazione la cosa avrebbe preso
comunque una brutta piega.
Ormai la guerra era finita mesi addietro, e mentre si trovava a Londra, aveva
avuto un colloquio con Churchill che aveva causato non poca agitazione alla
Casa Bianca, e subito aveva informato Truman circa le possibili
complicazioni: Mosca, infatti, stava prendendo il controllo assoluto su alcune
capitali Europee e il fenomeno si allargava a macchia d’olio. A quel punto
Allen era ben conscio dei dubbi che attanagliavano l’amico. Perché se per
tutti Truman era il Presidente degli Stati Uniti d’America, per Allen Dulles
quell’uomo era semplicemente il suo vecchio amico Henry, ora e sempre, a
dispetto delle regole che l’etichetta gli imponeva. E lo conosceva abbastanza
per sapere che entrambi condividevano la stessa preoccupazione: con la
caduta della Germania i Russi avevano preso il sopravvento, e la “cortina di
ferro” era caduta sull’Europa Orientale, con gravi conseguenze per la
popolazione.”
“…La tristezza pervase Isabelle. Tutto sembrava confermare i suoi so-spetti.
Eylis parlava di un posto dove non passano i raggi del sole… Forse si riferiva
a un bunker nazista, uno di quelli che non erano stati ancora scoperti e
smantellati. Doveva essersi nascosta lì in attesa di fuggire in Argentina come
i suoi degni compari. Oramai non aveva più dubbi: lei era una di loro, una
spia che si era infiltrata per boicottare il processo, solo che sua madre l’aveva
scoperta ed Eylis, in quelle lettere, chiedeva di essere perdonata. “Ma chissà
che delusione per la mamma”, pensò Isabelle, che ricordava ancora
l’espressione triste di Brigitte quando Eylis se ne andò. Eppure, lei doveva
sapere già chi fosse, perché le lettere erano antecedenti a quell’addio,
eppure la madre sembrava triste nel lasciare andare chi aveva contribuito a
uccidere suo padre.
A ripensarci adesso, Isabelle si sentì mancare, e presto la rabbia prese il
sopravvento sullo stupore.
Eylis non doveva passarla liscia.
Isabelle ripose il taccuino ma prese con sé le lettere. Le avrebbe portate a
Brandon, e lui avrebbe pensato al da farsi. Qualcuno doveva ricacciare
indietro gli ultimi rigurgiti di quella follia.

Betta Zy (al secolo Benedetta Zibordi) nasce a Mantova il 23 novembre 1974.
Nipote d’arte (lo zio Damiano Scaini, attore teatrale e cinematografico, noto
soprattutto per la sua partecipazione al film “Centochiodi” di Ermanno
Olmi), fin da bambina si è appassionata di musica, cinema e letteratura. Ha
collaborato alla stesura del libro “Non più soli nel disagio: strategie di
sopravvivenza nella scuola che cambia” (Franco Angeli Edizioni) e
pubblicato “Viaggiare controvento” un breve racconto per il collettivo Lulù
che fa storie.
Imprenditrice digitale, ha diverse specializzazioni nel settore olistico, ed è da
sempre appassionata di storia, esoterismo e fantapolitica.

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