Oggi ho il piacere di intervistare la scrittrice Giulia Blanco. Benvenuta nel mio blog!

1)Ciao Giulia ti chiedo di presentarti ai miei lettori
Mi chiamo Giulia ho 27 anni, vivo in provincia di Torino e sono una sognatrice incallita.
Sai, devo ammettere che queste domande sembrano semplici ma, a mio parere non lo sono
affatto. Ho impiegato ore per rispondere nel modo giusto.
Bene, nelle prossime entrerò nel dettaglio e cercherò di essere trasparente.


2)Quando è iniziata la tua passione per la scrittura?
Come sai, sono una sognatrice incallita e per questo motivo ho sempre avuto problemi. Mi
prefiggevo obiettivi ipotetici, a mente, senza mettere giù – su carta – una vera e propria lista,
e quel metodo mi è costato anni di limbo perenne. Una sorta di sopravvivenza priva di
emozioni. Apatia. Come se non mi importasse di nulla.
E a volte accade ancora quando qualcosa non va, ma sto imparando con alcuni metodi a
risolverla.
Ho il vizio di non portare a termine i desideri, probabilmente per il poco interesse o perché
ogni sport che da bambina iniziavo, volente o meno lo interrompevo. La mente non so come
ha registrato le esperienze passate e mi ha bloccato.
Imprigionata in una vita apatica senza né capo né coda e in una relazione che non andava.
Forse chi leggerà l’intervista comprenderà il mio disagio, però questi continui “fallimenti” li ho
trasformati in esperienze, ed ecco perché tendo ad affrettare le cose. Per recuperare il
tempo perduto.
La passione per la scrittura è nata dal fatto che sono una persona con molta fantasia e che
inventa storie immaginarie. Prima ho iniziato per hobby poi, solo in seguito, ho realizzato che
questa poteva essere la mia cura da un passato e da situazioni da cui volevo fuggire.
Prettamente dal primo lockdown.
Il passato è passato, perciò, date le mie esperienze ho ritenuto che fermarsi al sogno stava
diventato controproducente, così tentando e ritentando il libro è diventato realtà.
È online su Amazon.
Mi sono detta: se io ho bisogno di sognare perché non narrare una storia intensa, piena di
passione, amore, perversione e un po’ particolare, che rimanga impressa nei ricordi del
lettore?
In seguito alla pubblicazione di “Un Indomabile Accordo”, ho modificato alcuni obiettivi
riguardanti la scrittura, ma come si dice? Questa è un’altra storia…
Rimarrà un segreto finché non avrò la possibilità di renderlo reale!


3)Parlaci del tuo romanzo/dei tuoi romanzi.
La storia è nata principalmente perché volevo partecipare a un concorso su una piattaforma
gratuita. Tuttavia avevo bisogno di un tema che fosse di “moda”, che mi piacesse e che
potesse avere una base sensata e di fondo. Non volevo la solita storiella e non è stato
semplice!
Attenzione: per qualcuno può anche essere così, non so…
Il romanzo parla di una relazione d’amore, complicata e con passati turbolenti per entrambi i
personaggi. La relazione si sviluppa attraverso la violenza sessuale che viene
accompagnata dalla pratica BDSM, che è spesso disdegnata e svilente.
Non faccio parte di quel mondo e sono sicura che qualcosa non sarà congruo a questa
tematica, anche perché personalmente non potrei scrivere un romanzo del genere. Paradossale eh? Una cosa è inserire qualche sfumatura, un’altra è descrivere ciò che
accade veramente in un rapporto simile.
Ho un certo scetticismo per alcuni episodi, specialmente per l’umiliazione che nella pratica è
importante.
Quel tipo di “relazione” è diversa e particolare. C’è complicità e consapevolezza verso la
parte dominante che decide esclusivamente per la/il sottomessa/o. Seppur prima di iniziare il
rapporto si trovi un compromesso, la figura remissiva cede completamente la scelta all’altra,
e non necessariamente si tratta di sesso e sicuramente mai d’amore.
Ho bazzicato in qualche sito senza entrare nello specifico, perché non era il mio obiettivo
nella trama, e alcune persone hanno espresso i loro pensieri in base all’esperienza (molti
erano discordanti): cioè che non si deve mescolare il BDSM con l’amore. È una regola
importante.
A quanto pare coinvolgendo l’amore i ruoli crollano e questo non dovrebbe accadere.
Non voglio entrare nei particolari perché sicuramente qualcuno ne saprà più di me, perciò,
considerando che in Italia (e non solo) è ancora un tabù, ho voluto semplificare alcune
situazioni trasformandole in una storia travagliata ma con un amore forte e incondizionato.
Una fiducia che non tutti in una coppia normale hanno.
Gli episodi “turbolenti” e psicologici sono pochi, ma li ho volutamente raccontati dal punto di
vista di Thomas, per far capire cosa provasse lui davanti alla resa della sua donna, della sua
Bimba. Come la chiama lui.
Il mio scopo, in quel momento, è stato convogliare la particolare esigenza di Thomas nel
dominare Rebecca, dimostrando quanto in un rapporto sentimentale si possa aggiungere un
po’ di perversione, miscelata all’amore, alla passione e al dovere di appagare, volente o
nolente, il personaggio dominante.
Il tutto condito con frecciatine, sensuali pretese, “piccole fette di torta” (chi l’ha letto lo
capirà), dolcezza e una causa di violenza che si trasforma in tutt’altro.


4) Come hai avuto l’ispirazione del libro?
Mi sono sempre piaciuti i generi erotici e d’amore, quindi ho preso un cliché (es. 50
sfumature) con un mio dubbio – non ancora risolto – e l’ho inserito nel romanzo, avendo
anche un argomento di fondo: la violenza.
Due di queste domande sono:
● Come può una donna che da bambina ha subito violenze innamorarsi di un uomo il
cui scopo è soddisfare solo le proprie esigenze?
● Come può trovare la differenza tra la violenza fisica e la pratica BDSM se entrerà a
far parte – relativamente – di questo rapporto?
Alcune blogger l’hanno considerato un romanzo non solo erotico ma anche profondamente
psicologico, e se mi avessero chiesto di scriverne uno le mie parole sarebbero state: «Che?
E come?»
Infatti, quando me l’hanno fatto presente ero sorpresa perché per crearne uno devi avere un
pensiero preponderante e “fisso” per entrare nella mente dei personaggi. Però è successo, e
ho tentato di “smussare gli spigoli”.

5) Cos’hai provato quando hai avuto il libro tra le mani?
La prima volta che l’ho tenuto tra le mani devo confessarti che non me lo sono goduto come
avrei voluto. Sono precisa e puntigliosa, quindi ero più preoccupata a cercare refusi che a
godermi la sensazione di vedere il mio primo libro stampato. Ma devo dire che me lo sto
gustando piano piano con le recensioni di ragazze alle quali non piaceva il genere però sono
state affascinate dai personaggi e dal metodo di scrittura. Non chiedermi come ci sia
riuscita!
Forse l’aver mescolato un argomento per certi aspetti crudele e insensibile con la dolcezza e
il sentimento che muta in Thomas nei confronti di Rebecca.


6)Stile di scrittura e generi di lettura.
Il mio stile è semplice. Data la mia semplicità e chiarezza ci tengo molto ad arricchire al
meglio con dettagli e particolari.
Attualmente oltre leggere generi ad alto tasso erotico, leggo anche quelli sulla crescita
personale, self-help e di business. Completamente opposti!


7)Scrittori preferiti?
I miei scrittori preferiti d’amore sono: Sylvia Day, Kristen Ashley, Jodi Ellen Malpas, Emma
Chase, Lora Leigh, J. L. Scott, Meredith Wild e altre.
Scrittori business: Mik Cosentino, Jim Rohn, Joe Vitale, Bob Proctor, T. Harv Eker, Napoleon
Hill, Jack Canfield e altri.


8)Altre passioni?
Oltre la lettura ascoltare la musica, guardare film e ballare caraibico.


9) Progetti futuri?
Al momento i progetti futuri saranno due storie con altre due coppie del mio primo esordio:
Un Indomabile Accordo.
Selene e Scott con amore, dolcezza, passione e perversione. Il passato di lei verrà a galla.
Caroline e Peter con amore, perversione, e rivalità. Il loro rapporto si complicherà e non
poco.


10)Vuoi aggiungere qualcosa?
Se in qualche modo ti ho ispirato, ti invito a scrivere i tuoi obiettivi su carta e porti una data di
scadenza. E se i tuoi obiettivi ti sembrano impossibili, ricorda: la parola impossibile è solo
nella tua mente. E se c’è qualcosa che ti blocca, i giudizi magari, tieni conto di una cosa:
non cercare il consenso degli altri. Quello è il tuo sogno – qualunque esso sia – e nessuno
può permettersi di dirigere la tua vita o spazzarlo via come se fosse insignificante. Se lo fa è
perché è invidioso e vuole che tu resti al suo livello e, anche se credi che lo facciano per il
tuo bene, la maggior parte delle volte non è così. Sono invidiosi dei traguardi che tu potresti
raggiungere se ti impegni, dove “loro” non sono riusciti o non hanno avuto la voglia o la
costanza di arrivare.
I risultati arriveranno col tempo, ma devi credere prima di vedere, e lo so che è difficile. Io ci
sto lavorando, però i libri di crescita personale mi hanno influenzato in meglio, e se il libro è
online, è grazie a quelli. Lascia andare la preoccupazione del “non farcela” e pianifica come potresti raggiungere il
tuo sogno. Arrivi a un certo punto che se fai le cose, perché questo diventi reale, la
preoccupazione scompare. Non dai spazio a essa di predominare la tua mente.
Il mio consiglio è di leggere anche quei libri di auto aiuto e crescita personale, sembra una
sciocchezza ma mi hanno salvato e mi hanno fanno capire che dovevo dare una “ripulita”
alla mia vita personale dalle persone che danneggiavano il mio stato d’animo. Serve per
toglierti da quel limbo. Con me ha funzionato, perché non tentare?


Ora ti saluto! Grazie per l’intervista!
Giulia Blanco.

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