• Ciao Andrea ti chiedo di presentarti ai miei lettori

Buongiorno.

Sono Andrea Garlinzoni, classe 1949.

Il mio cuore ha le ali, perché ho servito come Tenente dell’Arma Aeronautica.

Gli studi compiuti: Laurea in Economia Aziendale alla Bocconi nel 1973, ma gli esami della vita non finiscono mai! Sono sposato ed ho una figlia di 43 anni.

  • Quando è iniziata la tua passione per la scrittura?

Il primo libro l’ho scritto nel 1977, un thriller storico dal titolo “Due uomini e una nave” .

Appassionato di storia e in particolare della II guerra mondiale ho dato vita a come possono essere stati i contatti con gli alleati prima dell’8 settembre 1943, l’Armistizio di Cassibile. Il mio obiettivo era ricordare che i soldati italiani non “scapparono a casa”! Furono lasciati senza disposizioni ad ogni livello di grado. Il nostro non fu “un esercito che si era sciolto da solo” ed io ho cercato di dare un’interpretazione di quei mesi cruciali e di cosa significò il generico messaggio di Badoglio dell’8-9-1943 e le sue conseguenze.

L’attività di Formatore Aziendale e di erogatore di corsi per venditori e dirigenza, questi i principali temi, mi ha sempre portato a scriverne i “copioni”, secondo le necessità dell’azienda cliente. Ciò mi ha abituato a descrivere fatti e situazioni, inventando con fervida fantasia trame ambientate in luoghi reali, attenendomi alla storia ufficiale e ai suoi avvenimenti cruciali.

  • Parlaci del tuo romanzo/dei tuoi romanzi

Mi ritengo uno scrittore di nicchia e scrivo solo ciò che desta il mio interesse. Il mio obiettivo non è far soldi con i diritti d’autore, ma portare a conoscenza fatti ed episodi che altrimenti non sarebbero noti e se ne perderebbe la memoria.

  • Come hai avuto l’ispirazione del tuo ultimo romanzo/dei tuoi romanzi?

L’ultimo romanzo “Frammenti dal passato” è per un terzo invenzione ma il resto descrive la vita recente del ghiacciaio del Belvedere a Macugnaga: “il ghiacciaio che voleva vivere”.

È difficile capire dove finisce la realtà e inizia la mia creatività. Due aerei caddero sul ghiacciaio Belvedere di Macugnaga che, con la sua turbolenta esistenza e le meraviglie che nasconde sotto di esso, è il protagonista principale del romanzo.

Coniugando la presenza di giacimenti d’oro sotto il Monte Rosa, la loro storia che vedeva già Celti e Romani estrarlo dalle sue viscere, con la dinamica del ghiacciaio del Belvedere, le sue bizzose crescite e i laghi che, in vari periodi vi si sono formati mettendo a rischio gli abitati dei paesi sottostanti, ho scritto un thriller perfettamente credibile dal punto di vista geologico, storico e delle credenze dei soldati romani condannati, duemila anni fa, alla damnazio ad metalla: la pena del lavoro in miniera a vita.

È un romanzo che prende subito, è una storia di uomini che inizia da lontano, dagli anni in cui i miti dell’uomo ariano portavano a spedizioni in tutto il mondo per recuperare oggetti e culti che dessero lustro e giustificazione alle ideologie dell’uomo superiore.

Ma non solo, ci si ritrova a che fare con i Celti, i Romani, Facino Cane, i Visconti e gli Sforza. Troviamo i poveri resti degli alpinisti caduti dalle pareti rocciose, l’attrezzatura, i pezzi di ferro e alluminio appartenuti ad aerei schiantatisi sul ghiaccio decine di anni fa che, con lo scioglimento dei ghiacci, riaffiorano.

C’è da domandarsi se c’è realmente invenzione; i reperti aerei misteriosi di cui si racconta sono veramente stati restituiti da un altro ghiacciaio italiano. La ricerca dell’aereo cui erano appartenuti è stata un duro lavoro, lungo ma di enorme soddisfazione. L’aereo, il suo proprietario e la data in cui era avvenuto l’incidente, sono stati identificati e l’aver aiutato gli inquirenti a svelarne il segreto alcuni anni fa, mi ha gratificato molto.

La privacy e le relazioni internazionali, invece, vogliono che non sia il caso di raccontare il fatto vero, ma, cambiando sigle, numeri di matricola e modificando le immagini in alcuni particolari chiave, ho cercato di far rivivere tutta l’avventura della ricerca, le delusioni, gli entusiasmi e la gioia finale di chiudere positivamente il caso.

I personaggi sono pochi, appassionati della montagna e, per buona parte il libro è autobiografico. Descrive il ghiacciaio come l’ho conosciuto io, com’era a partire dal 1963 in poi, con le sensazioni e le emozioni di allora.

Più in generale, l’ispirazione mi viene seguendo gli stimoli e i percorsi più strani:

  • una notizia letta: il confine tra la Francia occupata dai tedeschi nel 1940-44 e quella a sud con a capo il generale Pétain, passava sul fiume Cher dove sorge, a ponte sul fiume, il castello di                Chenonceau. Nella storia ho potuto inserire tutte le mie esperienze fatte dal 963 al 1968,            quando passai le vacanze estive nell’appartamento di una zia a Parigi, nel XVII   Arrondissement.  (Il castello delle Dame)
  • le testimonianze e i racconti di vita vissuta di una quarantina di parenti e amici di famiglia durante gli anni 1930-1945, ascoltate quando ero piccolo e organizzate e collegate fino a renderle un unico racconto.

       La copertina è realizzata con le foto delle persone di cui si raccontano le avventure.

  • capire come e perché oggi il Castello Sforzesco di Milano presenta tanti ruderi esterni alle mura      (Il castello di Milano: come e quando sorse, com’era e quanto è cambiato nei secoli),
  • la storia del ducato di Milano dal 1400 al 1509 (Quelli del Ducato),
  • la figura di un ufficiale pilota di cui identificai i reperti del suo idrovolante schiantatosi nel 1925

sullo Spluga (Spluga, la Squadriglia Maddalena 15 novembre 1925) e l’antologia (Un uomo un’epoca),

  • la storia avventurosa dell’Impero dell’Annam: ex Indochine francese e di alcune donne che                sono le eroine di tutta la narrazione (Destini),
  • le esplorazione di un’antica Rocca visitata a fondo nel 1970 (La galleria dimenticataLa Rocca di Orino),
  • il potere del dio denaro e l’interesse degli azionisti che prevalgono sulla sorte di una ragazza             rapita (Elisabeth Brooks)
  • la spiegazione e la divulgazione, step by step, del mio metodo di tenere i conti e la previsione           della mia situazione economica (Creiamo insieme una tabella Excel).
  • esperienza diretta fatta apposta per descrivere emozioni e stress dell’attività (Trading on line –

i miei 19 giorni)

  • alcune biografie di personaggi incontrati nello studio del Ducato di Milano: (Bianca Maria   Sforza) e (Salaì: un giorno con Gian Giacomo Caprotti)
  • L’esplorazione della cava di Piona, effettuata nel 1968-70, alla ricerca di minerali,  ha portato a scrivere (La Miniera)
  • Cos’hai provato la prima volta che hai avuto un tuo romanzo fra le mani?

Incredulità, gioia, un successo conseguito, un desiderio a lungo accarezzato che diventa realtà.

Per quanto mi riguarda i momenti in questione furono due.

Il primo quando ricevetti il pacchetto con i primi due volumi stampati da un Editore di Padova con cui avevo un contratto per la pubblicazione di una mia trilogia. Il terzo non fu mai pubblicato. Deluso dall’esperienza e spinto dalla collaborazione di mia figlia iniziai a pubblicare sulla piattaforma Create Space di Amazon il mio primo libro, curandone l’adattamento alla griglia scelta, realizzando la copertina, la presentazione, il filmato per You-tube ecc.

  • Raccontaci del tuo stile di scrittura e quale genere letterario preferisci per il tuo romanzo/i tuoi romanzi.

Mi piace scrivere storie molto vicine alla realtà vera. Il soggetto deve entusiasmarmi, altrimenti la vena creativa non entra in gioco. In generale faccio in modo che nella storia, ci sia un elemento, un personaggio o evento misterioso.

  • Chi è il tuo scrittore preferito? Perché?

Chi vuole scrivere credo che debba leggere moltissimo.

Il mio primo libro, regalato da mia nonna fu “Il giorno più lungo” era il 1964. Da allora ho sempre letto. Il regalo di un Kindle mi ha aperto il mondo degli E-book, vi ho letto autori che mai avrei cercato: Tolstoj, Stendhal,  Allan Poe, Pirandello, Nietzsche. Si trovano sia gli autori Classici, sia i libri da leggere per piacere.

Amo particolarmente quei romanzi che rievocano un’epoca, “I pilastri della terra” di Ken Follet, “Suite francese” di Iréne Némirovsky, “La baia” di J. Michener, “Mare crudele“ di Nicholas Monsarrat.

  • Hai altre passioni?

Partecipo attivamente alle iniziative dell’Associazione Arma Aeronautica. Il libro “Spluga…” ebbi l’onore di presentarlo nella Sala della Vittorie della 1° Regione Aerea, in Piazza Novelli 1, ad una platea di un centinaio di colleghi dell’A.M., ospiti e autorità di Milano.

Il mio “cuore con le ali” mi fa rivivere la mia passione aeronautica ad ogni iniziativa in cui posso vestire la divisa dell’Associazione e aiutare i colleghi con le stellette nelle varie manifestazioni.

  • Puoi svelarci i tuoi progetti letterari futuri?

Sto partecipando ad un torneo letterario on-line, promosso dal Gruppo editoriale Mauri Spagnol. L’argomento che ho scelto come tema del mio libro, è il “femminicidio” avvenuto negli anni  di piombo, nei dintorni di Milano. Fatto vero che ho cercato di romanzare, partendo dagli articoli di giornale, dai resoconti giudiziari dell’epoca e dalle mie esperienze dirette del liceo, degli attentati e del clima di allora. Ho creato una storia completa, credibile e strettamente legata a quanto successe negli ultimi mesi di vita della povera ragazza.

  1. Vuoi aggiungere qualcosa?

I miei E-book e i volumi stampati in brossura sono editi e disponibili solo sulla piattaforma Amazon.

Questo è il link:

https://www.amazon.it/s?k=andrea+garlinzoni&__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&ref=nb_sb_noss_1

Grazie Nadia.

Per l’intervista potete scrivermi a nadia-arnice@hotmail.com

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